Dott. Massimo Pipino
Di recente la Corte di Cassazione ha ritenuto di intervenire con ben due sentenze (vedi note 1 – Cassazione Civile, sentenza 21 luglio 2009, n. 16936 e 2 – Cassazione Civile sentenza 14 ottobre 2009, n. 21783) con l’intenzione di chiarire un ambito problematico che negli scorsi anni aveva dato origine ad una consistente serie di controversie e dibattiti, da cui erano scaturiti esiti giurisprudenziali non univoci.
Il tema oggetto di trattazione nel presente lavoro riveste una sua notevole attualità: il problema sul tappeto è infatti rappresentato dalle modalità di ripartizione del monte ore che l’articolo 20 dello Statuto dei lavoratori prevede, articolo che, dove possibile, viene disciplinato dall’articolo 4 dell’Accordo interconferederale per la costituzione delle Rappresentanze Sindacali Unitarie firmato da Confindustria, Intersind e Cgil – Cisl – Uil il 20 dicembre 1993.
Come, tra gli addetti ai lavori è ben noto, il secondo comma del summenzionato articolo 20 così recita: “Le riunioni – che possono riguardare la generalità dei lavoratori o gruppi di essi – sono indette, singolarmente o congiuntamente, dalle rappresentanze sindacali aziendali nell’unità produttiva, con ordine del giorno su materie di interesse sindacale e del lavoro secondo l’ordine di precedenza delle convocazioni, comunicate al datore di lavoro”. L’ammontare delle ore in cui i lavoratori possono riunirsi in assemblea nel corso del normale orario di lavoro, percependo la normale retribuzione, è pari, ai sensi di quanto stabilito dal primo comma dello stesso articolo 20, in dieci....
Dott. Massimo Pipino
LaPrevidenza.it, 04/03/2011
3497880035
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Avvocato
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