Cgce, terza sezione, Sentenza 4.6.2009 C-8/08
All’epoca, cinque operatori disponevano di una propria rete di telefonia mobile nei Paesi Bassi, ossia la Ben Nederland BV (in prosieguo: la «Ben», attualmente T Mobile), la KPN, la Dutchtone NV (in prosieguo: la «Dutchtone», attualmente Orange), la Libertel-Vodafone NV (in prosieguo: la «Libertel-Vodafone», attualmente Vodafone), nonché la Telfort Mobiel BV [divenuta O2 (Netherlands) BV, in prosieguo: la «O2 (Netherlands)» e, attualmente, Telfort]. Nel 2001, le quote di mercato di questi cinque operatori erano, rispettivamente, del 10,6%, 42,1%, 9,7%, 26,1% e 11,4%. La realizzazione di una sesta rete di telefonia mobile non era concepibile, dato che non venivano rilasciate nuove autorizzazioni. Pertanto, l’accesso al mercato dei servizi di telecomunicazioni mobili era possibile solo attraverso la stipulazione di un contratto con uno o più dei predetti cinque operatori. L’offerta di servizi di telecomunicazioni mobili si suddivide in pacchetti prepagati e abbonamenti. La peculiarità dei pacchetti prepagati è che il cliente corrisponde anticipatamente il prezzo delle comunicazioni. Infatti, allorché acquista una tessera prepagata o una ricarica, egli acquisisce un credito di tempo di conversazione, fino all’esaurimento del quale potrà telefonare. Diversamente, gli abbonamenti si caratterizzano per il fatto che i minuti di conversazione effettuati in un determinato periodo sono fatturati a posteriori al cliente, che paga altresì un canone di base fisso, il quale può, a sua volta, includere un credito di minuti di conversazione.
LaPrevidenza.it, 13/06/2009
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