Ragioneria Generale dello Stato, circolare 6/2011 - Dario Immordino
Rigore e flessibilità: queste in sintesi le caratteristiche del nuovo Patto di Stabilità. Da un lato, infatti le condizioni di sofferenza della finanza pubblica richiedono il concorso di tutti gli attori istituzionali alla complessa opera di risanamento, dall’altra però regole eccessivamente rigide ed indifferenziate rischiano di soffocare gli asfittici sistemi finanziari regionali e locali e precludono la possibilità di adattare gli obiettivi alle specifica situazione economico-finanziaria di ogni ente. Allora le nuove regole di finanza pubblica introducono alcuni elementi di flessibilizzazione quali il riferimento degli obiettivi alla sola spesa corrente, anziché a quella complessiva, la “neutralizzazione” dei trasferimenti statali e il riferimento delle riduzioni di spesa ad un periodo triennale. Attraverso questi accorgimenti si mira a rendere più sopportabili i sacrifici richiesti agli enti che registrano una maggiore incidenza della spesa in conto capitale, ad attenuare l’impatto dei tagli sugli enti “più deboli” e quindi più dipendenti dai trasferimenti statali, e a “depurare” i risultati dall’incidenza di elementi e fattori congiunturali che possono influenzare i dati dell’ultimo anno e, di conseguenza, falsare il conseguimento degli obiettivi. Ma la flessibilizzazione non finisce qui: da tempo gli enti locali e le associazioni rappresentative invocavano il superamento dei “tagli lineari” indifferenziati a favore di una logica attenta alle specifiche caratteristiche di ciascun soggetto istituzionale. Adesso la legge di stabilità 2011 (legge n. 220/2010) accoglie queste istanze, introducendo una “libertà vigilata” di adeguamento degli obiettivi. In particolare ciascuna regione potrà rimodulare le regole di stabilità imposte dalla legge statale per gli enti del proprio territorio in relazione alle specifiche condizioni finanziarie, e autorizzare province e comuni ad aumentare i pagamenti in conto capitale a fronte del miglioramento degli obiettivi programmatici in termini di cassa o di competenza. Una disposizione, questa, particolarmente importante anche per i sistemi produttivi locali, che da tempo lamentano il consolidamento di una situazione insostenibile dovuta al blocco dei pagamenti delle amministrazioni pubbliche, in primo luogo locali. Massima flessibilità, infine, per la città di Roma, per la quale viene previsto un patto ad hoc...
Dario Immordino
LaPrevidenza.it, 27/04/2011
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3356042932
Avvocato
Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale - Diritto Agrario - Magistrato Onorario presso Sezione Lavoro e Previ...
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