Gli studi di settore dopo la manovra d'estate
Articolo del Dott. Gabriele Turelli - Dottore Commercialista
Nell’ambito del contrasto all’evasione si è stabilito di ridurre il periodo di valenza del singolo studio di settore prima di una successiva revisione, che generalmente equivale alla richiesta di maggiori ricavi o compensi per risultare congrui. Le nuove norme prevedono infatti la riduzione del periodo sopra detto da quattro a tre anni.
Nella revisione si terrà conto di specifici indicatori di normalità economica, di significativa rilevanza, idonei alla individuazione dei ricavi o compensi fondatamente attribuibili al contribuente, in relazione alle caratteristiche e alle condizioni di esercizio della specifica attività svolta.
Tali indicatori sono individuati senza sentire il parere della commissione di esperti.
La riduzione del periodo di applicazione di uno studio prima della successiva revisione è da ritenersi un valido strumento per portare le imprese ed i professionisti ad adeguare i propri ricavi e dunque nell’ambito del contrasto all’evasione. Tuttavia è da sottolineare che gli studi tendono a catastizzare la redditività delle attività economiche senza tenere in considerazione le caratteristiche proprie di ciascuna di esse, indipendentemente dall’appartenenza ad un gruppo più o meno omogeneo di riferimento; non si tiene conto ad esempio di situazioni di crisi specifiche e/o di settore e/o congiunturali. (Dott. Gabriele Turelli - gsgconsultants.it)
LaPrevidenza.it, 03/02/2007