Articolo di Sergio Sabetta
Se il cervello può sbagliare avendo la tendenza di saltare subito alle conclusioni, in una riluttanza a prendere in considerazione le alternative, acquista importanza il quadro iniziale da cui si parte.
La valutazione di una qualsiasi azione umana avviene attraverso il riconoscimento di schemi a cui noi reagiamo con etichette emotive, pensiero e ricordi immagazzinati nel profondo della nostra mente, nella memoria che costituisce il proprio essere, tuttavia in questo nasce l’inganno della similitudine imperfetta nel credere di riconoscere in velocità quello che non è, si crea quindi l’auto-illusione compenetrata da interessi personali inconsci, attaccamenti emotivi e ricordi ingannevoli, solo lo specchio dell’altro distaccato e non coinvolto ridefinisce i contorni del problema (Campbell, Whitehead, Finkelstein).
LaPrevidenza.it, 23/07/2009
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