Articolo del Prof. Sergio Sabetta
Jeffrey Pfeffer della Stanford University in un recente articolo, tradotto e riportato nella rivista della SDA Bocconi, recupera il concetto di sostenibilità umana da affiancare a quello ambientale. Osserva che l’attenzione della recente ricerca focalizzata sui collegamenti tra sostenibilità e profittabilità dimentica totalmente l’elemento umano, concentrata sulla sola sostenibilità ambientale sorretta dall’ideologia dominante del primato dei mercati e dalla loro equità e giustizia, si che risulta più facile e popolare preoccuparsi dell’ambiente che di fatto è nell’immediato passivo e comunque facilmente esternabile piuttosto che nel sociale attivo e come tutte le cose umane difficilmente gestibile. D’altronde, come ricorda Perrone nel suo editoriale di commento, l’idea che il destino lavorativo sia il solo frutto di scelte individuali espresse liberamente in un ambiente di mercato libero è anch’esso “il frutto di una visione ideologica del mondo e può essere molto distante dalla realtà”, tanto più che “la produttività e il profitto non sono gli unici parametri sui quali è possibile misurare lo sviluppo di una civiltà”. Marmot ha rilevato gli effetti sulla salute a seguito dello stress lavorativo, tanto che il sistema sanitario americano appare meno efficace in termini curativi rispetto ai sistemi europei nei grandi numeri, ne deriva l’importanza delle teorie sia nell’influenzare il quadro istituzionale che nell’indirizzare la ricerca e giudicarne i risultati (Ferraro, Pfeffer, Sutton). Se partiamo dalla necessità che l’aspetto ideologico sia parte della ricerca, è necessario confrontarsi anche sulla convinzione che i mercati di per sé stessi siano in grado di ottenere l’uso ottimale delle risorse in qualsiasi campo dell’agire umano, o in realtà il mito nasconde e giustifica altri interessi? In realtà l’aspetto ideologico interviene anche, se meno studiato, sugli aspetti del management e sull’enfasi messa sulle performance, sull’ efficienza e la razionalità ( Tetlock), ne deriva che anche in presenza di un primato del mercato le scelte individuali sono sempre socialmente influenzate e quindi in parte obbligate, ma la valutazione della sostenibilità umana è comunque elemento che ricade positivamente in una ottica gestionale a lungo termine.
LaPrevidenza.it, 21/04/2011
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Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale - Diritto Agrario - Magistrato Onorario presso Sezione Lavoro e Previ...
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