Ddl in tema di rapporto tra procedimento penale e procedimento disciplinare
Consiglio dei Ministri, 22.12.2006 - Gesuele Bellini
Il Consiglio dei Ministri, il 22.12.2006, ha approvato un disegno di legge di “integrazioni e modifiche alle disposizioni sul rapporto tra procedimento penale e procedimento disciplinare”.
L’obiettivo primario, come specificato nella corredata relazione illustrativa, è quello di impedire che le procedure dirette alla semplificazione e sollecitazione dei procedimenti penali “possano determinare dei benefici indiretti sul rapporto di lavoro con l’amministrazione, pregiudicando l’esercizio dell’azione disciplinare”.
Poiché il fatto-reato in sé è sufficiente a minare il carattere fiduciario del rapporto tra l’amministrazione datore di lavoro ed il dipendente, questo aspetto non può essere attenuato per effetto di decurtazioni processualistiche della pena.
Queste le novità più importanti:
1) Licenziamento in tronco per i lavoratori pubblici responsabili di reati di corruzione, concussione e peculato, sia in caso di condanna che in caso dell’applicazione della pena su richiesta della parte, c.d. “patteggiamento”.
2) Responsabilità per danno all’amministrazione del soggetto preposto all’istruttoria del procedimento ovvero del soggetto titolare del relativo ufficio in caso di mancata applicazione della sanzione disciplinare per decadenza dai termini o per altri motivi attinenti alla regolarità del procedimento.
3) Obbligo per la cancelleria del giudice che ha emesso la sentenza di condanna o di patteggiamento, nei confronti del dipendente, di comunicarne l’estratto all’amministrazione o ente da cui il soggetto dipende e nei casi condanna superiore ad un anno detta comunicazione, compresa la verifica dell’attivazione del procedimento disciplinare, deve essere resa anche al Dipartimento della funzione pubblica – Ispettorato per la funzione pubblica, consentendone il relativo monitoraggio (Gesuele Bellini)
LaPrevidenza.it, 19/01/2007