A cura di Stefano Fedeli
Vi sono giochi di ruolo che si svolgono all’interno di una cornice predeterminata lasciando ai giocatori la definizione dei singoli passaggi. A qualcosa del genere assistiamo quando affrontiamo il procedimento di formazione dello strumento urbanistico generale, durante il quale sembra di percepire il senso di una carambola di atti e comportamenti che genera un prisma di molteplici e proteiformi rifrazioni.
La cornice è disegnata dal secondo comma dell’art. 78 D.Lgs. 267/00,secondo cui l'obbligo di astensione non si applica ai provvedimenti normativi o di carattere generale, quali i piani urbanistici, se non nei casi in cui sussista una correlazione immediata e diretta fra il contenuto della deliberazione e specifici interessi dell'amministratore o di parenti o affini fino al quarto grado. La costruzione in forma negativa del periodo è il certificato di nascita di un problema genetico, che assume come peccato originale il tema del conflitto d’interessi. Nonostante la recente e costante presenza del tema, tutti gli ordinamenti giuridici democratici hanno fatto i conti con il conflitto di interessi per evitare lo sfruttamento della propria posizione per interessi personali a discapito di altre parti in causa. Platone, nei dialoghi politici, sostiene che la classe economica non deve avere spazio nella guida politica della comunità, poiché ispirata da logiche privatistiche;Aristotele in “Politica e Costituzione di Atene”, dice che la migliore forma di governo è quella che si fonda sulla classe media, quella cioè a metà strada tra democrazia ed oligarchia, poiché ha il pregio di costruire un punto di equilibrio tra la forza del numero e la forza del denaro. In tempi più recenti, e con specifico riferimento all’ordinamento degli enti locali, interviene il T.U. approvato con R.D. 4/2/1915, n. 148. In particolare l’articolo 290 stabiliva che i consiglieri, ………… devono astenersi dal prendere parte alle deliberazioni riguardanti liti o contabilità loro proprie, verso i corpi cui appartengono, con gli stabilimenti dai medesimi amministrati, o soggetti alla loro amministrazione o vigilanza; come pure quando si tratta d'interesse proprio, o d'interesse, liti o contabilità dei loro congiunti od affini sino al quarto grado civile, o di conferire impieghi ai medesimi.
Per la giurisprudenza che ha interpretato la norma: l'incompatibilità configurata dall'art. 290 del R.D. 4 febbraio 1915 n. 148, e dall'art. 279 del R.D. 3 marzo 1934 n. 383 non è esclusa dalla natura della variante del P.R.G. o del P.D.F., quale atto di pianificazione territoriale generale, attesa l'idoneità di detto atto, modificativo dell'assetto generale preesistente, a favorire o a ledere situazioni soggettive determinate ancorché ciò avvenga attraverso il mutamento di destinazione di intere zone del territorio comunale ; presupposto della violazione dell'art. 290 del R.D. 4 febbraio 1915 n. 148 (testo unico delle leggi comunali e provinciali) è l'incidenza diretta della deliberazione sull'interesse proprio del votante o dei suoi congiunti, col conseguente obbligo ...
LaPrevidenza.it, 10/02/2010
0823911023
3356042932
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Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale - Diritto Agrario - Magistrato Onorario presso Sezione Lavoro e Previ...
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