Cassazione, sezione V penale, sentenza 14.11.2007 n. 42064 - Cesira Cruciani
La Suprema Corte, con la sentenza n° 42064 del 14 novembre 2007, sez. V penale, ha confermato la condanna per ingiuria nei confronti di un dirigente di una società romana che aveva
duramente criticato un suo subordinato, durante l'orario di lavoro, usando "espressioni volgari" e con fare dispregiativo di "non fare nulla al lavoro".
Il dipendente aveva così denunciato il proprio datore di lavoro che era stato condannato per ingiuria dalla Corte di Appello di Roma nel marzo 2006. In tema di ingiurie, ribadisce la
Corte, affinchè una doverosa critica da parte di un soggetto in posizione di superiorità gerarchica, ad un errato o colpevole comportamento, in atti di ufficio, di un suo subordinato,
non sconfini nell'insulto, occorre che le espressioni usate individuino gli aspetti censurabili del comportamento stesso, chiariscano i connotati dell'errore, sottolineino l'eventuale trasgressione
realizzata.
Se invece le frasi usate, sia pure attraverso la censura di un comportamento, integrano disprezzo per l'autore del comportamento, o gli attribuiscono inutilmente intenzioni o qualità
negative e spregievoli, non può sostenersi che esse, in quanto dirette alla condotta e non al soggetto, non hanno potenzialità ingiuriose.
(Dott.ssa Cesira Cruciani)
LaPrevidenza.it, 17/11/2007
0664522748
3383901238
Professore Avvocato
Diritto del lavoro e delle relazioni sindacali, diritto dell'Unione Europea; amministrativo; diritto scolastico; di...
Avvocato
Rapporti internazionali Italia - Svizzera