martedì, 13 ottobre 2026

Crisi di coppia: ma quanto mi costa separarmi?

a cura D.ssa Mariagabriella Corbi

 

E’ necessario sottolineare che la “separazione di fatto”, cioè, la spontanea interruzione della convivenza e coabitazione, anche se scaturita da decisione condivisa dai coniugi, è priva di ogni consistenza giuridica e pertanto non è valida ai fini del conteggio per la richiesta di divorzio.  Di contro la separazione legale è riconosciuta al livello giuridico e crea delle conseguenze che si palesano nel campo patrimoniale/fiscale, lo stanziamento del mantenimento/alimenti per il coniuge, l’assegnazione della casa e l’affido dei figli.  Separazione giudiziale - La separazione giudiziale può essere chiesta quando si verificano - anche indipendentemente dalla volontà dei due coniugi - fatti che rendono intollerabile la prosecuzione della convivenza o da recare grave pregiudizio alla prole (art. 151 cod. civ.).Con la separazione personale cessa l'obbligo della coabitazione e tanti altri doveri coniugali, ma non quelli di natura patrimoniale e di assistenza materiale: è per questo che, qualora ricorrano i termini, è previsto l'istituto dell'assegno di mantenimento a favore del coniuge economicamente debole. Se uno dei due coniugi lo richiede, inoltre, la separazione può essere addebitata all’altro coniuge se il giudice accerta che l’intollerabilità della vita coniugale è causata da un comportamento contrario ai doveri coniugali (art. 143 c.c. à assistenza morale e materiale, fedeltà, etc.). La scelta della tipologia di separazione è data dall'intesa tra i due coniugi: avendo raggiunto un accordo sulle condizioni riguardanti i rapporti patrimoniali ed il regime di affidamento dei figli oppure demandando il tutto al Giudice..

Documento integrale

Invia per email

LaPrevidenza.it, 25/04/2010

Milano Finanza Osservatorio Partner
SERGIO BENEDETTO SABETTA
mini sito

Professione:

Avvocato

SAMUELE VALENTE
mini sito

Professione:

Avvocato

Aree di attività:

Rapporti internazionali Italia - Svizzera