martedì, 13 ottobre 2026

Tra propaganda e pedagogia imperiale

Dottrina

 

Nel riprendere il discorso sulla propaganda in cui la pedagogia imperiale è parte, si può partire da Gurdjeff il quale osserva che l'uomo vive in uno stato di sonno incosciente, esposto alle influenze esterne conoscere se stessi è doloroso in quanto l'Io è frammentato e nella scala di consapevolezza emergono le illusioni e i propri limiti, ma ribaltare il significato dei termini serve a liberare la mente dalle rigidità precostituite creando consapevolezza i propri limiti, superandoli.

Su questi limiti si inserisce la tecnica quale possibile distorsione dell'uomo a seguito di un suo uso improprio, dobbiamo considerare che nella tecnicizzazione vi è una diffusione della responsabilità che la diluisce fino a fare perdere coscienza del proprio agire, in una alienazione tecnologica ed etica, dall'intenzionalità si passa all'atto, nell'atto ci sono le conseguenze in una evaporazione delle responsabilità (Gunther).

Ne consegue la disumanizzazione dove le decisioni delegate al digitale creano la possibilità di decisioni di cui non sono coscienti neanche i creatori dell' IA stessa, in cui nel gestire il potere si crea una ulteriore irresponsabilità, tale disumanizzazione nell'era digitale si estende agli stessi conflitti dove le reti globali permettono din uccidere senza vedere, delegando decisione e atto.

In questa crescente complessità già Bernays nel `900 sottolineava l'importanza della propaganda tanto in guerra che nella vita civile, sia in politica che in economia, considerando che in una società di massa questa deve essere guidata al fine di evitare la dispersione nel caos, non essendo gestibile con la semplice democrazia della discussione.

La società complessa è orientata di per sé alla propaganda dovendo influenzare le percezioni collettive, le masse non sono in grado di gestire la complessità e l'enorme flusso di informazioni che questa comporta (teoria elittista), vi è quindi la necessità di alterare la percezione degli eventi in modo da favorire una determinata idea dando un senso accettato dalle masse, anche per fini ulteriori, la propaganda quale mezzo di coesione ed ordine conduce all'accettazione di un sistema oligarchico nella gestione delle percezioni nonché di una visione strategica, alienando gli individui dalle loro emozioni.

Le tecnologie informatiche hanno potenziato il governo invisibile nell'uso di confermare le idee individuali dirigendole dall'interno, creando così una sudditanza morale indotta da una martellante manipolazione dell'informazione, la propaganda è in tal modo estesa dall'individuo ai singoli gruppi, un risultato ulteriore è l'allontanamento dei cittadini dalle votazioni o partecipazioni, così da non fare emergere il malessere.

Nella differenza tra morale individuale e morale pubblica o ragione di Stato non vi è menzogna per colui che gestisce l'informazione pubblica, in quanto utile allo Stato, l'IA nel facilitare la propaganda crea un impero di false notizie, come visto nell'attuale geografia storico-politica del nuovo millennio una volta saltato il racconto imperiale di un destino manifesto.

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Bibliografia

· Bernays E., Propaganda. L'arte di manipolare l'opinione pubblica, Piano B.,  2018;

· Lolli F., Gunther Anders, Orthotes, 2014;

· Gurdjieff G. I.,Frammenti di un insegnamento sconosciuto, Astrolabio ,2002;

· Sabetta S.B., Pedagogia imperiale, Valore Militare Ce.S.Va.M., 7/12/2025.

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Profilo autore

(Sergio Benedetto Sabetta)

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LaPrevidenza.it, 30/01/2026

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