martedì, 13 ottobre 2026

La proiezione della storia e dell'ideologia negli U.S.A.

Nota - Geopolitica

 

Nell'agire e nel pensiero attuale, basti riferirsi ai tecnovassalli e agli oligarchi, vi è riflessa la storia della Compagnia delle Indie Orientali inglese nata con una concessione di Elisabetta I e sviluppatasi con alti e bassi in concorrenza con le analoghe Compagnie delle Indie Orientali olandese, francese, portoghese e spagnola nel XVII ­ XVIII secolo, per prevalere infine nel XVIII secolo sulle altre compagnie fino ad espellere dall'India la maggiore concorrente francese a seguito della battaglia di Plassey ( 23 giugno 1753) divenendo una potenza militare e politica, dando inizio alla dominazione coloniale britannica dell'India fino a quando la Rivolta dei Sepoy ( 1857 ­ Indian Mutiny ) portò al dominio diretto della Corona.

Negli U.S.A. vi è un misto tra il mandato privato e il mandato divino del protestantesimo evangelicale, nato con lo sbarco nel Nuovo Mondo dei Padri Pellegrini ( 1620) considerata nuova Terra promessa dove fondare la Nuova Gerusalemme, una terra senza limiti con un confine in perenne spostamento quale continuo sviluppo a differenza dei confini europei definiti, limes fortificati, l'opposto degli Stati europei nati dalla Pace di Vestfalia.

Vi è in questo un destino "manifesto" che deve essere realizzato e non semplicemente studiato, misurato e realizzato con "prudemtia", a seguito di una continua attività diplomatica, tipico del pensiero europeo.

La Guerra Fredda nel rapporto U.S.A. ­ U.R.S.S. aveva posto confini, cortine, muri e gli U.S.A. nel difendere l'Europa occidentale da possibili invasioni dall'Est, con la conseguente compressione del suo spazio politico ed economico, aveva dovuto europeizzare la sua visione del mondo, considerando le problematiche sociologiche, storiche ed etiche derivanti dalla presenza del limes.

La caduta di questo confine, con la conseguente teorizzazione di una globalizzazione economica trasformata in politica omnicomprensiva, ha riportato l'America al sogno messianico di una Nuova Gerusalemme di cui gli U.S.A. si erano autonominato profeti da portare all'intera umanità.

La fine del sogno con l'emergere di nuove potenze militari, economiche e tecnologiche, nonché la crisi interna sia economica che cultura con le conseguenti disillusioni e tensioni sociali, ha spinto a ritirarsi su un proprio territorio ­ fortezza, chiedendo al contempo ai propri partner europei di farsi carico della loro difesa mentre iniziava la partita con le altre potenze in crescita per definire aree di influenza reciproche, in questo l'Europa è fuori dalle trattative diplomatiche essendo per gli U.S.A. inaffidabili nelle sue millenarie divisioni e conflitti.

Vi è tuttavia la necessità di mantenere le basi U.S.A. sul continente europeo quale piattaforma sia come base per proiettarsi in Medio Oriente ed Africa, sia per controllare le vie marittime tra l'Oceano Indiano e l'Atlantico attraverso il Mediterraneo che tra Atlantico e Pacifico al Nord, vi è infatti attualmente la problematica del controllo degli stretti emersa con la guerra nel Golfo Persico e lo stretto di Hormuz, riconfermata dai fatti di Ceuta per Gibilterra e delle pressioni U.S.A. sulla Groenlandia.

Nel fallimento dell'americanizzazione del mondo attraverso l'economia e la finanza secondo una visione messianica, con un debito dalle proporzioni enormi pari al 124% del PIL pari a 36 mila miliardi di dollari, l'America si è impoverita ed indebitata a favore di potenze emergenti quali Cina ed India, si tratta di reindustrializzare anche in funzione della produzione bellica definanziarizzando al contempo per favorire il made in U.S.A., attualmente solo il 5% degli investimenti stranieri è sulle attività produttive.

La partita decisiva con la maggiore potenza avversaria la Cina si svolge sulla tecnologia (AI), questa non deve superare gi U.S.A. che nel mantenere il primato difendono il loro stile di vita, arbitrando la partita internazionale in atto, questo tuttavia comporta la necessità di cambiare la classe dirigente attuale ritenuta demagogica e corrotta.

In questa corsa tecnologia all'AI i "tecnovassalli" od oligarchi hanno un proprio potere autonomo riconosciuto dallo Stato, l'AI è la nuova India da colonizzare attraverso una novella Compagnia delle Indie Orientale con un esercito di tecnici raccolti dalle migliori università nel mondo, ma in questa battaglia occorrono anche i mezzi materiali, ossia l'analogico, ed ecco ritornare la necessità del controllo della terra, ovvero l'acqua, l'energia, i metalli rari, un controllo che può avvenire direttamente o meglio in termini soft indirettamente attraverso terzi, anche con milizie private.  Vi è quindi in atto un cambiamento di parametri, occorre vedere se nell'ondivago andare tra pressioni economiche, minacce, giri di valzer e trattative gli U.S.A. riusciranno a salvare la loro preminenza in campo internazionale.



Bibliografia



· AA. VV., America contro Europa, Limes 3/2025;

· AA. VV., Allarme a Sud ­ Est, Limes 2/2025;

· N. Bianchini, In morte dei mari liberi, 49, in " Gli stretti indispensabili", Limes  7/2026;

· M. Foucault, Sicurezza, territorio, popolazione, Feltrinelli 2017;

· F. J. Turner , La frontiera nella storia americana, Il Mulino 2024;

· A. Vanoli, L'invenzione dell'Occidente, Laterza 2024.

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Profilo autore

(Sergio Benedetto Sabetta)

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LaPrevidenza.it, 06/09/2026

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