L'età dell'angoscia
Nel silenzio di Dionisio
Questa è l'epoca dell'angoscia ovvero della mancata osservazione in sé, occorre pertanto essere gli osservatori di se stessi, il tutto che osserva se stesso, nella divisione dell'attenzione tra l'esterno e il sé si spezza il pensiero nella consapevolezza del corpo e delle emozioni, dove la connessione tra il ricordo di sé e la memoria sono più intensi e restano in un ampliamento della coscienza e comunione con l'essenza delle cose nel ricordo del proprio essere.
Per la scienza classica esiste solo quello che è misurabile, nella realtà possono individuarsi tre spazi: Esperienza dal mondo (interiore),pensiero come immagini multidimensionali che nel venire trasformati in parole perdono parte del significato; Simboli di significato, trasformati in segnali elettrici; Epigenetica, dove ogni cellula è la proiezione del tutto. La coscienza pertanto non può essere deterministica come un qualsiasi oggetto materiale, né avere una predicibilità ossia possedere la conoscenza di tutte le premesse.
La vita è quindi l'insieme della fisica quantistica e classica, un insieme di materia in continua trasformazione in cui accanto alla fisica classica deterministica vi è la fisica quantistica dove non vi sono particelle ma campi di energia ondulante tutti connessi tra loro, la materia è costituita da simboli, i significati sono energetici, quantistici, la loro connessione dà forma alla vita cosciente.
Nell'unione tra l'aspetto dinamico e quello olistico si ha la conoscenza di sé che è anche coscienza, la conoscenza non può che essere relazionale essendo noi olistici, ovvero un tutto riflesso in un tutto, ma resta peraltro che la nostra conoscenza può essere solo parziale (Faggin).
L'esperienza in quanto conoscenza intermedia di un puro sistema relazionale non può essere interamente trasmessa essendo una informazione quantistica, tanto che la rappresentazione matematica di un sistema non è il sistema essendo privo dell'esperienza interna al sistema, infatti la conoscenza della coscienza non è numerica ma qualitativa ossia una probabilità.
Il libero arbitrio presuppone quindi la coscienza unita all'identità non misurabile, questa comunica mediante simboli condivisibili con se stessa, esperienze private e incomunicabili, la funzione d'onda solo nel momento del collasso diventa misurabile, ossia materia.
Gurdjieff ci ricorda nell'auto-osservazione di se stessi l'essere umano ha paura di vedere la propria coscienza, riunione tra essenza e personalità, in questa non vi è un solo io ma molti io sebbene l'uomo tenda ad essere meccanico, quindi la coscienza emerge occasionalmente da circostanze dolorose.
Ai pregiudizi facciamo fronte con altri pregiudizi, ma nel cercarsi di vedere nell'intimo le emozioni forti ritorneranno sempre e sarà difficile cambiare, mentre la personalità viene dall'ambiente l'essenza è la parte permanente dell'io, Eraclito distingue tra dormienti e svegli, mentre i primi vivono con i pregiudizi nel proprio mondo, i secondi guardano la realtà.
Heidegger osserva che gli esseri umani tendono a vivere nel chiacchiericcio, l'eccesso di una razionalità illuministica ha reso l'uomo schiavo delle proprie creazioni esso si è di fatto rivolto contro la ragione stessa, una razionalità strumentale fonte di nuova barbarie ma cambiare è pericoloso può portare all'incertezza.
Sottolinea Gurdjieff che più si sale più si scopre la propria inconsistenza, tanto che in termini autoironici nel prevedere i 21 gradini verso la conoscenza del sé definisce l'essere umano con il termine di "idiota", in questa scala di autoanalisi, fluida e non rigida, attraverso l'ironia evidenzia il tragico grottesco dell'ego che vi è in ciascuno di noi mediante l'uso del paradosso e dell'auto umiliazione spirituale tipica del sufismo.
Il nazionalismo offre una identità forte molto più sentita di una identità internazionalista, come avviene attualmente in forme diverse nel declino del neoliberismo una contrapposizione con le elite globaliste, la necessità di una comunità porta a preferire religioni comunitarie come la cattolica a quelle individualiste quali le evangeliste, il cittadino privo di una identità precisa diventa nel neoliberismo una risorsa umana mentre il politico un manager, tendendo alla privatizzazione del concetto di Stato e delle sue funzioni nella perdita del sogno di un avvenire, come negli USA la nuova frontiera e l'aspetto messianico ad essa legata.
Tutto si riduce nel presentismo con la rinuncia alla propria storia in una crescita puramente economica e produttiva, portata quest'ultima dove è più economico e controllata finanziariamente, questo produce una notevole incertezza che permette una manipolazione facilitata anche riscrivendo parti della Storia si crea per reazione una identità aggressiva che nel fornire una certezza alimenta i conflitti esportando il proprio modello nazionalista, diverso dal patriottismo o amore per la propria Patria, l'Europa a sua volta è priva di una sua identità comune che si rifletta in una politica identitaria tale da essere un fattore di riferimento, circostanza che potrebbe essere parzialmente superata nella ricerca di una sovranità digitale europea.
I problemi identitari si riflettono anche all'interno dell'Italia, problemi della scuola dove a fronte di una buona superiorità teorica nei programmi solo il 20% degli studenti si impegna a fronte di un 80% che si lascia trasportare disinteressandosi, problemi della produttività dovuta anche ad un iperlegislativismo favorito da un cattivo recepimento del Patto di Maastricht e da un federalismo mal gestito, senza adeguato coordinamento.
Fattori che hanno favorito il fenomeno del NEET, persone inattive, giovani tra i 15 e o 29 anni che non studiano, non lavorano e non seguono corsi di formazione dove, a seguito dei dati rilevati da Eurostat 2022, si è riscontrato in Italia il 23,1% a fronte di una media del 10,8% in Europa, tranne la Provincia autonoma di Bolzano al 10,5%, con la Sicilia al 30,2%, la Campania al 27,7% e la Calabria al 27,2%, al Nord il Piemonte al 17,7%, la Lombardia al 17,3% e solo l'Emilia Romagna è al 13,5%, mentre al centro il Lazio è al 17,7%, tutti dati che fanno riflettere sullo scollamento nelle nuove generazioni, ma anche sull'uso del modello di internet che abbiamo finora adottato per i giovani e di cui attualmente vi è in atto un ampio ripensamento a livello globale, con una serie di cause legali intentate negli USA
Contro i giganti dell'informatica relative ai rischi legati al rapporto delle nuove generazioni con le reti, che si sono riscontrati in questi anni.
Nel tempo
Nel tempo ciclico o tempo della natura, come indicato dai Greci, non vi è la previsione di un futuro se non già accaduto, l'accumulo della memoria esaltata dall'esperienza è difficile trasmetterla in termini ciclici, dove prevale comunque la dominanza del passato, circostanza che nel ripetersi del ciclo impedisce la negazione e limita il desiderio non essendo possibile uscire dal ciclo stesso, il desiderio si alimenta della mancanza, trattasi quindi di un tempo ineluttabile.
Contrapposto al tempo ciclico vi è il tempo scopico o tempo dell'uomo, un tempo precario in quanto tempo progettuale e come tale un tempo rapido ed opportuno necessario al raggiungimento dello scopo dell'azione, lo scopo nella necessità del suo raggiungimento concentra l'attenzione diventando di sé limitativo, da questo può nascere l'infelicità nell'impossibilità del suo raggiungimento ma anche nella ristrettezza visiva che questo comporta.
Il Cristianesimo con il tempo escatologico dove vi è una fine ultima che nasconde in sé una storia, ossia un disegno nascosto da un velo che solo alla fine dei tempi verrà tolto, si contrappone al tempo scopico che non ha di per sé un senso se non il raggiungimento di un preciso scopo od obiettivo.
Il tempo scopico o umano è anche un tempo tecnico che si pone tra i mezzi e i fini, esso diventa quindi un tempo calcolato dove la tecnica velocizza il tempo calcolandolo, bruciando il tempo naturale concesso all'uomo, restringendone l'intervallo, nell'età della tecnica non si vede uno scopo finale né tanto meno un senso, così che nella cultura occidentale deprivata della fede religiosa sostituita dalla tecnica è emersa la necessità della ricerca del senso.
La tecnica ci abitua a pensare in tempi brevi dove vi è una serie continua di mezzi e fini, la matematicazione del tempo nata dalle esigenze di una incipiente industrializzazione viene progressivamente accelerata, togliendo il tempo lungo escatologico, riducendo il tutto al momento, dall'informazione al lavoro, alle relazioni, tutta l'economia viene disegnata su tempi sempre più brevi, con il crollo della psiche nell'impossibilità di sostenere l'utopia nella dissoluzione di un tempo escatologico, dove il correre imposto dalla scadenza è elemento nichilista.
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Bibliografia
Faggin F., Oltre l'invisibile. Dove scienza e spiritualità si uniscono, Mondadori 2024;
AA.VV., Perché abbiamo perso, Limes 8/2025;
Gurdjieff G., La vita è reale solo quando "Io sono", BEAT 2025; Haidt J., La generazione ansiosa, Rizzoli 2024;
Heidegger M., Essere e tempo, Mondadori 2021;
Alma Laurea, Madeddu D., Non studiano, non si formano e non lavorano: Italia seconda in Europa per NEET, Il Sole 24 Ore, 5/2/2026.
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Profilo autore
(Sergio Benedetto Sabetta)
LaPrevidenza.it, 22/02/2026