martedì, 13 ottobre 2026

Dal neoliberismo alla società conflittuale

Dottrina

 

Nel neoliberismo lo Stato perde la funzione di regolatore del mercato mentre il diritto diviene elemento costitutivo del mercato stesso, che a sua volta acquista un valore di principio ontologico e morale. Il neoliberismo nella sua razionalità globale fa sì che l'essere umano perda l'identità di cittadino e lavoratore nella responsabilità dell'auto imprenditorialità dell'Io, in una perenne corsa e concorrenza.

Divenendo il mercato unico parametro di autovalutazione, la responsabilità del singolo non è più verso la comunità ma del tutto personale, unitamente verso il mercato, la soggettività quale capitale umano trasforma in cittadino in cliente nel passaggio dalla società della disciplina alla società della prestazione, dove il controllo non è più esterno ma interno all'individuo, trasformando la libertà in violenza per la propria affermazione.

La tolleranza culturale portata all'estremo permette e giustifica la violenza, gli arbitri e le diseguaglianze, essendo tutto valore di scambio, valutato economicamente e calcolato, individuo, libertà e natura, dove l'elemento finanziario prevale sul fattore produttivo fino a falsare la veridicità dello stesso PIL, nella creazione di un neofeudalesimo.

L'identità si forma nel rapporto relazionale con l'altro ma, come riconoscevano i greci, nell'essere umano vi è anche la superbia che sfocia nella vanagloria dell'Io nel non riconoscere i propri limiti, questo comporta la negazione della comunità, nel non riconoscersi nella polis, nello sfruttamento senza misura della natura essendo il valore economico dell'Io unico parametro di valutazione, l'uomo quale funzionario della tecnica nel suo individualismo esasperato perde il senso del limite.

Hegel ci ricorda che se gli animali uccidono per fame, gli uomini per il riconoscimento della propria identità, già Platone affermava essere l'anima tripartita nella parte più animale dell'ira e della concupiscenza, a cui affiancare l'aspetto umano più elevato del coraggio, dell'onore e della nobiltà, ma solo coloro che lottano per esse possono raggiungere la pienezza dell'essere umano, da qui l'eccesso opposto dell'assoluta uguaglianza politica ed economica conduce alla fine della gloria, ovvero della lotta per la realizzazione del proprio sogno.

Come osserva Freud se nell'inconscio vi è l'aggressività oltre alla sessualità al fine della continuazione della specie, nella ricerca di una autoaffermazione dell'Io è organizzato l'essere umano, tuttavia questa è limitata dall'etica che nella sua relazionalità regola i conflitti umani, lasciando all'esterno gli enti di natura.

La concezione neoliberale conduce ad occupare "spazi"secondo un ottica economica di cassa dove nel rapporto tra finanza e ricchezze territoriali vi è l'utile, all'opposto dell'impero dove il "tempo" attraverso la visione diplomatica ne costituisce l'impalcatura, Washington contro Roma (P. Schiavazzi, La Roma di Leone è croce e centro del mondo, 125-130, Roma, Limes 11/2025).

Nello scontro in atto a seguito della crisi neoliberale dove i dazi diventano arma finanziaria, la tecnologia costituisce elemento portante per la cosiddetta "guerra ibrida" che tende a destabilizzare l'avversario sfruttando le sue vulnerabilità e divisioni interne attraverso disinformazione, sabotaggi, corruzione politica, sostegno a forze estremiste fino a promuovere traffici illeciti dalla droga alle armi, agli esseri umani, al riciclaggio di capitali illeciti e merci contraffatte mediante organizzazioni criminali che utilizzano i mercati illeciti globali, indebolendo le strutture sociali e istituzionali delle democrazie occidentali.

Il cyber-prime finanziario in questo scenario risulta essere uno dei principali strumenti colpendo infrastrutture economiche ed aziendali, rubando informazioni e denaro, destabilizzando i mercati mediante capitali illeciti e cripto-valute, in questo scenario l'economia della globalizzazione da fattore di crescita diviene arma dove anche gli scandali sono utilizzati al fine di destabilizzare.

L'impoverimento culturale, in particolare delle nuove generazioni, risulta funzionale alla trasformazione del cittadino in puro consumatore privo della capacità critica, ma indebolisce al contempo anche la struttura della Nazione, la sua coesione e tenuta, frammentandola e permettendo la formazione di fasce sociali autonome staccate culturalmente e sentimentalmente dalla comunità nazionale.

La visione econometria del mondo si riflette anche sulla natura, quando il consumo del territorio esplode in un continuo inurbamento occasione per ulteriori investimenti e flussi finanziari dubbi, lo stesso problema degli incendi boschivi che nell'UE ha causato la distruzione di oltre mezzo milione di ettari in due anni, causando una perdita di produzione stimata tra i 13 e i 21 miliardi di euro e il rilascio in atmosfera di una quantità di carbonio uguale a quello prodotto dall'intero settore globale dell'aviazione in 4 mesi, diventa un settore sensibile sia in termini speculativi che di destabilizzazione (E. Nevola, Dalle foreste alle fiamme, 14-15, Panda Magazine, n. 3 del settembre 2025).

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Profilo autore

(Sergio Benedetto Sabetta)

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LaPrevidenza.it, 21/12/2025

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