martedì, 13 ottobre 2026

Considerazioni sull'uso ideologico degli accadimenti - Il caso Medio Oriente

Stati e Potentati nel conflitto ideologico globale - Seconda parte

 

Nell'attuale crisi in Medio Oriente tra Gaza, Iran, Yemen, Siria e Libano emerge chiaramente l'uso propagandistico e ideologico delle informazioni nelle molteplicità dei rapporti tra le parti coinvolte, nonché come vengono elaborate in Europa sia dai movimenti politici che nella ricerca di motivazioni tra i giovani.

Nell'estensione imperiale dell'Iran dall'Afghanistan al Mediterraneo con una strategia decennale a tenaglia, anche mediante l'uso di milizie autonome quali Hezbollah in Libano, Hamas a Gaza e Huti nello Yemen, vi è una certa resistenza autonoma delle varie milizie nelle loro azioni e obiettivi rispetto alle indicazioni dell'Iran, come nel caso dell'ala militare di Hamas che ha agito il 7 ottobre in parte autonomamente dall'ala politica e contro l'interesse dell'Iran.

In Iran a sua volta l'apparato militare e i Pasdaran hanno prevalso all'interno con la fine dell'apertura politica, questi hanno un potere pervasivo nel campo economico e politico, quali espressione della seconda generazione laica che viene progressivamente a sostituire la guida spirituale degli ayatollah. L'indebolimento politico militare obbliga l'Iran a definire un nuovo modello di difesa nazionale che la seconda generazione vede fondato sull'arma nucleare, ipotesi già respinta dalla prima generazione, quella che prese il potere.

L'apertura verso gli USA da parte dell'ala politica è contraria alla volontà dell'ala militare ma anche agli interessi israeliani, infatti vi è un problema di leadership se l'Iran apre apertamente delle trattative con Israele, d'altronde se si scontra rischia la destabilizzazione interna a causa dei problemi economici e delle rivolte già avute negli anni scorsi e ripetutesi recentemente con una repressione che è costata migliaia di morti.  Dobbiamo considerare che l'età media è di 27 anni e vi sono notevoli problemi di distacco delle nuove generazioni dalle attuali elite, tanto che le elezioni vengono disertate, i Pasigi quale elite economica ed espressione dell'ala militare dei Pasdaran controllano gli Mullah, tuttavia il recente attacco militare agli impianti nucleari da parte degli USA e di Israele ha fatto perdere prestigio ai Pasdaran all'apparato militare.

Lo scontro tra Iran e Israele, quali nemici permanenti, serve nella realtà a ciascuno dei due per compattare il fonte interno, considerando che in molte occasioni anche dopo la caduta dello Scià i servizi segreti dei due paesi hanno talvolta collaborato per determinati obiettivi, d'altronde Iran, Israele e Turchia non hanno molta considerazione per i paesi arabi del Medio Oriente in quanto ritenuti senza radici, a carattere puramente dinastico.

D'altra parte tutti gli attori hanno una grossa conflittualità interna, sia l'Iran, che i Paesi arabi e lo stesso Israele, per non parlare dei palestinesi, circostanza che ne impedisce una credibilità politica internazionale.

In questo mosaico di difficile lettura ne deriva per l'Europa una complessità nell'azione diplomatica che porta alla paralisi, considerando tra l'altro i vari interessi configgenti. Questo tuttavia agevola l'uso politico dei fatti medio orientali dandone letture parziali e interessate, permettendone lo sfruttamento ideologico e propagandistico per fini politici e per le frange giovanili in cerca di un mito e di un senso al proprio essere attraverso cause semplificate, come può osservarsi per le manifestazioni per Gaza ma non per i morti in Iran.

Una catena di montaggio del pensiero, quale tecnica ingegneristica, che agisce sull'inconscio e sui bisogni inespressi, la tecnocrazia e i social favoriscono il condizionamento, Informare, Persuadere ed Integrare le persone tra loro, utilizzando il fatto eclatante per spingere verso la direzione desiderata, l'ingegneria sociale è creare le occasioni per dirigere le azioni.

Il dominio è fondato sulla propria unione e la contemporanea disarticolazione e caos nel nemico questo anche mediante infiltrazioni e manipolazioni innanzitutto di insoddisfatti e sbandati, alla base vi è uno stretto rapporto che lega l'idea ad una immagine forte creando le notizie, questo avviene ancor più nei social.

Se non vi è un luogo definito da attaccare si provvede a diffondere un disagio nella collettività creando emergenze ed usando i diritti a fini impropri, la stessa complessità sociale favorisce la manipolazione anche nelle società democratiche, un uso della propaganda nato nella Grande Guerra e perfezionato nei sistemi autoritari nel ventennio tra le due guerre mondiali, solo l'educazione al ragionamento permetterà nel tempo alla democrazia di sopravvivere.

In questo Jung osserva che l'Io occidentale ha perso il contatto con il sé profondo, pensa di essere il tutto non vedendosi dall'esterno, esso vede attraverso una lente senza vedere realmente quello che vi è attorno, rifiutando di raffrontarsi con la propria ombra nell'illusione di un controllo razionale e previsionale proprio di un mondo meccanico nella mancanza di un senso, negando la distinzione tra la memoria meccanica e la memoria emozionale ed estetica, dove il ricordo di sé tende ad essere assorbito dalle sensazioni esterne in una mancata coscienza del sé profondo.

Attualmente la manipolazione è facilitata dall'IA che, come indicato nel rapporto dell'International A I Safety Report 2026, presenta tre categorie di rischi: l'uso improprio, il mal funzionamento e i rischi sistemici; l'uso improprio permette la manipolazione delle immagini da affiancare alle notizie false quali prove, oltre alla manipolazione dei documenti scritti, a cui si affianca la manipolazione emotiva che può portare alla dipendenza emotiva, un ulteriore passo verso il controllo delle menti.

Bibliografia

· AA.VV., America contro Iran, Limes, 1/2020;

· AA.VV., Misteri persiani, Limes, 6/2025;

· Bernays E.L., Propaganda. Come manipolare l'opinione pubblica, Shake  ed.2020;

· Carotenuto A., Trattato di Psicologia della Personalità, Cortina ed. 1992;

· Pisa P. L., Lo sviluppo dell'IA supera la capacità degli esseri umani di  controllarne i rischi, in La Repubblica, 4/2/2026.

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Profilo autore

(Sergio Benedetto Sabetta)

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LaPrevidenza.it, 08/02/2026

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