giovedì, 22 ottobre 2026

Madri che uccidono i figli

Articolo dott.ssa Cesira Cruciani

 

L’aumento degli infanticidi è un dato reale: nel decennio 1993-2003 in Italia sono cresciuti del 41% rispetto al decennio precedente, all’interno del numero complessivo degli omicidi che è invece rimasto sostanzialmente invariato.

Lombroso affermava, in generale, che se un individuo fino a quel momento sano un giorno uccide significa che quell’uomo è mentalmente degenerato. Circa l’infanticidio, il “corollario” lombrosiano era che una donna che uccide il figlio non è più madre, è un lusus naturae, uno scherzo maligno della natura.

Noi dunque siamo da questa eredità lombrosiana condizionati per cui, quando una madre uccide, si pensa che certamente debba avere “qualcosa di storto”, che la sua mente l’abbia tradita.

Non è sempre così, ci sono infanticidi da depressione post partum, depressioni a volte non curate da medici che hanno dimenticato che un malato lasciato a se stesso può anche uccidere. Ma oggi assistiamo...


(Dott. Ssa Cesira Cruciani, staff dell'Osservatorio) –
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LaPrevidenza.it, 01/05/2008

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