Esame avvocato, avvertenze per l’uso.  La prova orale.

Premessa.

Gentili  utenti e navigatori de  “LaPrevidenza”, carissimi futuri colleghi avvocati che vi accingete ad affrontare le prove orali o quelle  scritte dell’esame di abilitazione , nel ringraziarvi per la fiducia dimostrata accedendo a questa sezione del sito dedicata alla preparazione dell’esame forense, vorrei darvi  alcune  “avvertenze per l’uso”.

La preparazione ad un esame, qualsiasi esso sia, richiede tempo per lo studio, concentrazione e soprattutto determinazione e costanza nel non perdere il ritmo di formazione e nel non lasciarsi prendere dallo sconforto di una prima ( seconda o terza…!) sconfitta  o dal timore di non farcela a superare questo esame considerato da molti uno scoglio. Il mio pensiero va soprattutto a chi sta lavorando e che ha pochissimo tempo a disposizione e talvolta, parte di questo tempo deve e vuole dedicarlo anche alla propria  famiglia, ai propri figli, così come è stato per chi vi scrive.

Cari candidati, ascoltatevi dentro, trovate la forza che avete dentro di voi che avete svolto un ciclo di studi giuridici  molto complesso  nonché un periodo di almeno due anni dedicato alla pratica professionale nello studio legale ed in tribunale, organizzate al meglio  il  tanto o poco tempo che avete a disposizione al fine di  riassaporare ed approfondire i principali istituti giuridici di cui già avete acquisito le basi durante gli studi universitari.

La prova orale.

Per chi si sta preparando agli ormai vicinissimi  orali, il consiglio è di reperire, se ancora non lo avete fatto, le copie delle tre prove da voi svolte, ripercorrere i passaggi principali di ciascun svolgimento in modo da avere piena consapevolezza del vostro capolavoro che la commissione  d’esame, prima di  procedere alle domande relative alle materie scelte, vi chiederà di illustrare brevemente.    Preparatevi già  un breve ( non più di tre minuti ) commento per ogni elaborato; sono già nove minuti d’esame ed il tempo vola, siete non a metà strada ma  quasi.      Per quanto riguarda le singole domande, queste possono essere le più generiche e le più strampalate, dipende da diversi fattori tra i quali la fortuna e l’umore dei commissari.  Ad ogni modo,  ricordate  sempre che, in sede d’esame orale,  non è indispensabile sapere e conoscere tutto quello che avete studiato; ciò che davvero è importante è cogliere la portata della domanda che vi viene posta, fare mente locale all’argomento in questione e cercare di avvicinarsi, nel migliore di modi, alla pertinente risposta. Certo, rispondere subito alla domanda, andare al  dunque, è sinonimo di preparazione e va bene. Ma non  è mal cosa  dimostrare che si ha  in mano la situazione e che si conosce la materia, anche se non rispondiamo subito alla specifica – talvolta pignola -  domanda che ci viene posta.  Dico questo perché mi è capitato di assistere a delle vere e proprie scene mute dove il candidato si è arreso, ha lasciato parlare il silenzio – non sempre gradito ai commissari d’esame – piuttosto che cercare una sorta di risposta nei meandri della propria mente, tra i tanti bagagli di nozioni e approfondimenti che si trovano parcheggiati dentro noi: dobbiamo solo osare un poco di più e,  se occorre, anche  improvvisare, perché no.   Insomma, non dobbiamo arrenderci anzi, la nostra abilitazione ce la dobbiamo  conquistare!  Non siamo professori di diritto che devono conoscere tutto il diritto   bensì avvocati che studiano e applicano il diritto  per difendere ma anche e soprattutto per difendersi! L’arte della persuasione è uno strumento indispensabile per la nostra professione ma anche ai fini del superamento dell’esame di abilitazione: non è un caso che detta capacità persuasiva  costituisca uno dei criteri di valutazione degli stessi elaborati. Per quanto concerne la preparazione delle singole materie, vi invito a focalizzare gli istituti chiave, le nozioni base, cercando di avere una idea abbastanza chiara di quella che è la struttura portante, lo scheletro della materia che state preparando. Inoltre, abituatevi sin dall’inizio ad avere un approccio mentale di tipo interdisciplinare, cogliendo sempre l’occasione di collegare tra loro gli istituti principali delle diverse materie. Voglio suggerirvi in modo spassionato di non studiare materia per materia ma di dedicare il tempo che avete a disposizione ad uno studio diversificato, la prima ora procedura civile, la seconda ora ( o quello che è) diritto comunitario, la terza ora…Vi accorgerete che lo studio diventa più sistematico ma anche meno ripetitivo. Infine, non fatevi prendere dall’ansia del dover per forza  ripetere ad alta voce: è vero, qualcuno di voi  lo fa da quando studiava alle medie superiori ma c’è anche chi non ha il tempo materiale  per ripetere ad alta voce  tutte le materie! Quindi, fate quello che potete, poco per volta, ma fatelo con la massima cura, senza disperdere le forze. Quelli appena detti sono solo dei consigli personali, nessuna verità formale. Il sottoscritto non è un professore – anche se per qualche anno ho  insegnato diritto ed economia in un liceo – e per quanto riguarda l’esame di abilitazione, la prima volta sono stato bocciato agli scritti! A detta di qualche professore  della scuola forense che avevo frequentato,  gli elaborati bocciati sarebbero stati, a loro modesto parere, due sufficienti ed il terzo discreto. Bhe, la seconda volta è andata decisamente  meglio e per gli orali ho cercato di seguire gli stessi consigli che ho cercato qui di trasmettervi. Sono  ben accette tutte le vostre  osservazioni, perché l’obiettivo di questa sezione dell’Osservatorio Giuridico de “LaPrevidenza” è quello  di lavorare insieme a questo percorso di preparazione all’esame di abilitazione forense. Tra pochi giorni verranno messe a vostra disposizione alcune  prime domande e risposte  per l’orale di procedura penale.

A presto.

Valter Marchetti