Mai dire in azienda “me ne vado, ho un altro lavoro” è come dimettersi.
Cassazione, sezione lavoro, sentenza del 4.12.2007, n° 25262 (Cesira Cruciani)
Dire “me ne vado, ho trovato un altro impiego” equivale a presentare le dimissioni, è quanto ha deciso la Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza del 4 dicembre 2007, n° 25262, sul caso di un operaio di un’azienda emiliana che, risentendosi per i rimproveri dei colleghi, ha perso le staffe abbandonando il posto di lavoro. Il suo datore di lavoro lo aveva preso sul serio, interpretando il suo comportamento come una dichiarazione di formali dimissioni. Così il ragazzo si è rivolto subito al Tribunale di Modena sostenendo che non aveva mai presentato le dimissioni ma che in realtà era stato licenziato per via di uno sfogo.
Il Collegio di merito gli aveva dato ragione, considerando l’esclamazione come uno sfogo dettato dall’ira. L’azienda però, si è rivolta alla Corte d’Appello, ed i giudici bolognesi hanno considerato il gesto non come semplice scatto d’ira ma come una presentazione ufficiale delle dimissioni. L’ex dipendente contro questa decisione ha fatto ricorso in Cassazione.
Il Collegio di legittimità ha però, condiviso le prove e le valutazioni fatte dalla Corte d’Appello emiliana, si legge in sentenza “ben lungi dall’aver trascurato di valutare il contesto in cui è maturata la decisione del lavoratore di lasciare il posto presso l’azienda, ha invece scrupolosamente indagato su tale contesto e, dopo aver accertato che fra le parti non vi era alcuna tensione o conflitto, ma che in realtà l’unico episodio verificatosi era quello della mattina del 20 settembre 2000, nel corso del quale il dipendente non aveva ricevuto alcun rimprovero da parte del datore, mentre era stato proprio lui a lamentarsi dei metodi lavorativi dei suoi colleghi e poi aveva dichiarato che se ne andava, ha correttamente attribuito alla dichiarazione il significato di dimissioni”. Altro elemento che è pesato sulla decisione è stato il fatto che l’uomo, il giorno della discussione, se n’era andato a casa “senza neppure iniziare la prestazione lavorativa”. Al dipendente non resta ora che trovare davvero un nuovo posto, cercando di essere in futuro meno impulsivo.