Legge 3.8.2007 n. 120
Disposizioni in materia di attività libero – professionale intramuraria e altre norme in materia sanitaria. (GU n. 181 del 6.8.2007)
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Promulga
la seguente legge:
Art. 1.
(Attivita' libero-professionale intramuraria)
1. Per garantire l'esercizio dell'attivita` libero-professionale
intramuraria, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano assumono le piu` idonee iniziative volte ad assicurare gli
interventi di ristrutturazione edilizia, presso le aziende sanitarie
locali, le aziende ospedaliere, le aziende ospedaliere universitarie,
i policlinici universitari a gestione diretta e gli istituti di
ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) di diritto pubblico,
necessari per rendere disponibili i locali destinati a tale
attivita`.
2. L'adozione delle iniziative di cui al comma 1 dovra` essere
completata entro il termine di diciotto mesi a decorrere dalla data
del 31 luglio 2007. Limitatamente a tale periodo e agli ambiti in cui
non siano ancora state adottate le iniziative di cui al comma 1, in
deroga a quanto disposto dal comma 2 dell'articolo 22-bis del
decretolegge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni,
dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, continuano ad applicarsi i
provvedimenti gia` adottati per assicurare l'esercizio dell'attivita`
libero-professionale intramuraria. Nel medesimo periodo, le regioni e
le province autonome di Trento e di Bolzano procedono
all'individuazione e all'attuazione delle misure dirette ad
assicurare, in accordo con le organizzazioni sindacali delle
categorie interessate e nel rispetto delle vigenti disposizioni
contrattuali, il definitivo passaggio al regime ordinario del sistema
dell'attivita` libero-professionale intramuraria della dirigenza
sanitaria, medica e veterinaria del Servizio sanitario nazionale e
del personale universitario di cui all'articolo 102 del decreto del
Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382.
3. La risoluzione degli accordi di programma di cui all'articolo 1,
comma 310, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, si applica anche
alla parte degli accordi di programma relativa agli interventi di
ristrutturazione edilizia di cui al comma 1 per i quali la regione
non abbia conseguito il collaudo entro il termine stabilito dal comma
2, primo periodo.
4. Tra le misure di cui al comma 2 puo` essere prevista, ove ne sia
adeguatamente dimostrata la necessita` e nell'ambito delle risorse
disponibili, l'acquisizione di spazi ambulatoriali esterni, aziendali
e pluridisciplinari, per l'esercizio di attivita` sia istituzionali
sia in regime di libera professione intramuraria, i quali
corrispondano ai criteri di congruita` e idoneita` per l'esercizio
delle attivita` medesime, tramite l'acquisto, la locazione, la
stipula di convenzioni, previo parere vincolante da parte del
Collegio di direzione di cui all'articolo 17 del decreto legislativo
30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, o, qualora esso
non sia costituito, di una commissione paritetica di sanitari che
esercitano l'attivita` libero-professionale intramuraria, costituita
a livello aziendale. In ogni caso, le regioni e le province autonome
di Trento e di Bolzano devono garantire che le aziende sanitarie
locali, le aziende ospedaliere, le aziende ospedaliere universitarie,
i policlinici universitari a gestione diretta e gli IRCCS di diritto
pubblico gestiscano, con integrale responsabilita` propria,
l'attivita` libero-professionale intramuraria, al fine di assicurarne
il corretto esercizio, in particolare nel rispetto delle seguenti
modalita`:
a) affidamento a personale aziendale, o comunque dall'azienda a cio`
destinato, senza ulteriori oneri aggiuntivi, del servizio di
prenotazione delle prestazioni, da eseguire in sede o tempi diversi
rispetto a quelli istituzionali, al fine di permettere il controllo
dei volumi delle medesime prestazioni, che non devono superare,
globalmente considerati, quelli eseguiti nell'orario di lavoro;
b) garanzia della riscossione degli onorari relativi alle prestazioni
erogate sotto la responsabilita` delle aziende, policlinici e
istituti di cui al comma 1. Agli eventuali oneri si provvede ai sensi
della lettera c);
c) determinazione, in accordo con i professionisti, di un tariffario
idoneo ad assicurare l'integrale copertura di tutti i costi
direttamente e indirettamente correlati alla gestione dell'attivita`
libero-professionale intramuraria, ivi compresi quelli connessi alle
attivita` di prenotazione e di riscossione degli onorari;
d) monitoraggio aziendale dei tempi di attesa delle prestazioni
erogate nell'ambito dell'attivita` istituzionale, al fine di
assicurare il rispetto dei tempi medi fissati da specifici
provvedimenti; attivazione di meccanismi di riduzione dei medesimi
tempi medi; garanzia che, nell'ambito dell'attivita` istituzionale,
le prestazioni aventi carattere di urgenza differibile vengano
erogate entro 72 ore dalla richiesta;
e) prevenzione delle situazioni che determinano l'insorgenza di un
conflitto di interessi o di forme di concorrenza sleale e fissazione
delle sanzioni disciplinari e dei rimedi da applicare in caso di
inosservanza delle relative disposizioni, anche con riferimento
all'accertamento delle responsabilita` dei direttori generali per
omessa vigilanza;
f) adeguamento dei provvedimenti per assicurare che nell'attivita`
libero-professionale intramuraria, ivi compresa quella esercitata in
deroga alle disposizioni di cui al comma 2 dell'articolo 22-bis del
decretolegge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni,
dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, siano rispettate le prescrizioni
di cui alle lettere a), b) e c) del presente comma, anche nel periodo
di operativita` transitoria delle convenzioni di cui all'alinea,
primo periodo, del presente comma, e fermo restando il termine di cui
al comma 2, primo periodo, e al comma 10;
g) progressivo allineamento dei tempi di erogazione delle prestazioni
nell'ambito dell'attivita` istituzionale ai tempi medi di quelle rese
in regime di libera professione intramuraria, al fine di assicurare
che il ricorso a quest'ultima sia conseguenza di libera scelta del
cittadino e non di carenza nell'organizzazione dei servizi resi
nell'ambito dell'attivita` istituzionale. A tal fine, il Ministro
della salute presenta annualmente al Parlamento una relazione
sull'esercizio della libera professione medica intramuraria, ai sensi
dell'articolo 15-quaterdecies del decreto legislativo 30 dicembre
1992, n. 502, con particolare riferimento alle implicazioni sulle
liste di attesa e alle disparita` nell'accesso ai servizi sanitari
pubblici.
5. Ogni azienda sanitaria locale, azienda ospedaliera, azienda
ospedaliera universitaria, policlinico universitario a gestione
diretta ed IRCCS di diritto pubblico predispone un piano aziendale,
concernente, con riferimento alle singole unita` operative, i volumi
di attivita` istituzionale e di attivita` libero-professionale
intramuraria. Le medesime aziende, policlinici ed istituti assicurano
adeguata pubblicita` ed informazione relativamente ai piani, con
riferimento, in particolare, alla loro esposizione nell'ambito delle
proprie strutture ospedaliere ed all'informazione nei confronti delle
associazioni degli utenti, sentito il parere del Collegio di
direzione di cui all'articolo 17 del decreto legislativo 30 dicembre
1992, n. 502, e successive modificazioni, o, qualora esso non sia
costituito, della commissione paritetica di sanitari di cui al comma
4 del presente articolo. Tali informazioni devono in particolare
riguardare le condizioni di esercizio dell'attivita` istituzionale e
di quella libero-professionale intramuraria, nonche´ i criteri che
regolano l'erogazione delle prestazioni e le priorita` di accesso.
6. I piani sono presentati alla regione o provincia autonoma
competente, in fase di prima applicazione, entro quattro mesi dalla
data di entrata in vigore della presente legge e, successivamente,
entro un limite massimo di tre anni dall'approvazione del piano
precedente. La regione o provincia autonoma approva il piano, o
richiede variazioni o chiarimenti, entro sessanta giorni dalla
presentazione. In caso di richiesta di variazioni o chiarimenti, essi
sono presentati entro sessanta giorni dalla richiesta medesima ed
esaminati dalla regione o provincia autonoma entro i successivi
sessanta giorni. Subito dopo l'approvazione, la regione o provincia
autonoma trasmette il piano al Ministero della salute. Decorsi
sessanta giorni dalla trasmissione, in assenza di osservazioni da
parte del Ministero della salute, i piani si intendono operativi.
7. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano
assicurano il rispetto delle previsioni di cui ai commi 1, 2, 4, 5 e
6 anche mediante l'esercizio di poteri sostitutivi e la destituzione,
nell'ipotesi di grave inadempienza, dei direttori generali delle
aziende, policlinici ed istituti di cui al comma 5. Qualora la nomina
dei direttori generali suddetti competa ad organi statali, questi
ultimi provvedono alla destituzione su richiesta della regione o
della provincia autonoma. In caso di mancato adempimento degli
obblighi a carico delle regioni e delle province autonome di cui al
presente comma, e` precluso l'accesso ai finanziamenti a carico dello
Stato integrativi rispetto ai livelli di cui all'accordo sancito l'8
agosto 2001 dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,
le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 207 del 6 settembre 2001. Il Governo
esercita i poteri sostitutivi in caso di inadempimento da parte delle
regioni o delle province autonome, ai sensi e secondo la procedura di
cui all'articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131, anche con
riferimento alla destituzione di cui al primo periodo del presente
comma.
8. Ciascuna regione o provincia autonoma trasmette al Ministro della
salute una relazione sull'attuazione dei commi 1, 2, 4, 5, 6 e 7, con
cadenza trimestrale fino al conseguimento effettivo, da parte della
stessa, del definitivo passaggio al regime ordinario di cui al comma
2, e successivamente con cadenza annuale.
9. Esclusivamente per l'attivita` clinica e diagnostica
ambulatoriale, gli spazi e le attrezzature dedicati all'attivita`
istituzionale possono essere utilizzati anche per l'attivita`
libero-professionale intramuraria, garantendo la separazione delle
attivita` in termini di orari, prenotazioni e modalita` di
riscossione dei pagamenti.
10. Le convenzioni di cui al comma 4, primo periodo, sono autorizzate
dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano per il
periodo necessario al completamento, da parte delle aziende,
policlinici o istituti interessati, degli interventi strutturali
necessari ad assicurare l'esercizio dell'attivita`
libero-professionale intramuraria e comunque non oltre il termine di
cui al comma 2, primo periodo.
11. Al Collegio di direzione di cui all'articolo 17 del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, o,
qualora esso non sia costituito, alla commissione paritetica di
sanitari di cui al comma 4 del presente articolo e` anche affidato il
compito di dirimere le vertenze dei dirigenti sanitari in ordine
all'attivita` libero-professionale intramuraria.
12. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano dovranno
definire le modalita` per garantire l'effettuazione, da parte dei
dirigenti veterinari del Servizio sanitario nazionale, delle
prestazioni liberoprofessionali che per la loro particolare tipologia
e modalita` di erogazione esigono una specifica regolamentazione.
13. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge e` attivato l'Osservatorio nazionale sullo stato di attuazione
dei programmi di adeguamento degli ospedali e sul funzionamento dei
meccanismi di controllo a livello regionale e aziendale, come
previsto dall'articolo 15-quaterdecies del citato decreto legislativo
n. 502 del 1992.
14. Dall'eventuale costituzione e dal funzionamento delle commissioni
paritetiche di cui ai commi 4, 5 e 11, nonche´ dall'attuazione del
medesimo comma 11, non devono derivare nuovi o maggiori oneri a
carico della finanza pubblica.
Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e' stato redatto
dall'amministrazione competente per materia, ai sensi
dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni
sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle
pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura della disposizione di legge
alla quale e' operato il rinvio e della quale restano
invariati il valore e l'efficacia.
Note all'art. 1:
- Il testo del comma 2 dell'art. 22-bis del
decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223 (Disposizioni urgenti
per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e
la razionalizzazione della spesa pubblica, nonche'
interventi in materia di entrate e di contrasto
all'evasione fiscale), convertito, con modificazioni, dalla
legge 4 agosto 2006, n. 248, e' il seguente:
�Art. 22-bis (Riduzione della spesa per incarichi di
funzione dirigenziale. Disposizioni in materia di attivita'
libero professionale intramuraria). - (Omissis).
2. Al comma 10 dell'art. 15-quinquies del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive
modificazioni, le parole: �fino al 31 luglio 2006� sono
sostituite dalle seguenti: �fino alla data, certificata
dalla regione o dalla provincia autonoma, del completamento
da parte dell'azienda sanitaria di appartenenza degli
interventi strutturali necessari ad assicurare l'esercizio
dell'attivita' libero-professionale intramuraria e comunque
entro il 31 luglio 2007.�.
- Il testo dell'art. 102 del decreto del Presidente
della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382 (Riordinamento
della docenza universitaria, relativa fascia di formazione
nonche' sperimentazione organizzativa e didattica), e' il
seguente:
�Art. 102 (Attivita' assistenziale). - Il personale
docente universitario, e i ricercatori che esplicano
attivita' assistenziale presso le cliniche e gli istituti
universitari di ricovero e cura anche se gestiti
direttamente dalle universita', convenzionati ai sensi
dell'art. 39, legge 23 dicembre 1978, n. 833, assumono per
quanto concerne l'assistenza i diritti e i doveri previsti
per il personale di corrispondente qualifica del ruolo
regionale in conformita' ai criteri fissati nei successivi
commi e secondo le modalita' stabilite negli schemi tipo di
convenzione di cui al citato art. 39. Dell'adempimento di
tali doveri detto personale risponde alle autorita'
accademiche competenti in relazione al loro stato
giuridico.
Al personale di cui al precedente comma e' assicurata
l'equiparazione del trattamento economico complessivo
corrispondente a quello del personale delle unita'
sanitarie locali di pari funzione, mansione ed anzianita'
secondo le vigenti disposizioni ai sensi dell'art. 31 del
decreto del Presidente della Repubblica 20 dicembre 1979,
n. 761.
Nell'ambito della convenzione di cui all'art. 39 della
legge 23 dicembre 1978, n. 833, verra' anche fissato il
limite finanziario entro il quale comprendere le indennita'
di cui all'art. 31 del decreto del Presidente della
Repubblica 20 dicembre 1979, n. 761.
Le corrispondenze funzionali tra il personale medico
dei ruoli universitari ed il personale medico del Servizio
sanitario nazionale, previste dall'art. 31 del decreto del
Presidente della Repubblica 20 dicembre 1979, n. 761, sono
stabilite come segue:
il professore ordinario e straordinario e' equiparato
al medico appartenente alla posizione apicale;
il professore associato e' equiparato al medico
appartenente alla posizione intermedia;
l'assistente ordinario del ruolo ad esaurimento ed i
ricercatori sono equiparati al medico appartenente alla
posizione iniziale.
In rapporto alla disponibilita' di posti vacanti nelle
strutture assistenziali a direzione universitaria previste
dalle convenzioni, di cui al precedente primo comma, ai
professori associati, agli assistenti ed ai ricercatori
possono essere attribuite ai fini assistenziali qualifiche
di livello immediatamente superiore a quelle indicate nel
precedente comma.
L'attribuzione della qualifica superiore e' deliberata
annualmente dal rettore, su motivato conforme parere
espresso dal consiglio di facolta' sulla base del
curriculum formativo e professionale degli aspiranti
desunto dai titoli accademici didattici e scientifici -
comprendenti anche l'attivita' assistenziale e -
dell'anzianita' di ruolo. Nel caso in cui il servizio nella
qualifica superiore venga prestato senza che il personale
medico universitario sia in possesso dei requisiti
richiesti dalle norme vigenti per il corrispondente
personale ospedaliero, il predetto servizio non e'
valutabile nei concorsi ospedalieri.
L'affidamento delle funzioni di cui ai precedenti
commi deve comunque rispettare l'afferenza ai
raggruppamenti disciplinari stabiliti dalla vigente
normativa universitaria.
Il rapporto di lavoro dei professori universitari che
svolgono attivita' assistenziale puo' essere a tempo pieno
o a tempo definito secondo le disposizioni previste
dall'art. 35 del decreto del Presidente della Repubblica
20 dicembre 1979, n. 761 e fatto salvo quanto previsto dal
precedente art. 11, comma quarto, lettera a), del presente
decreto.
L'opzione e' reversibile in relazione a motivate
esigenze didattiche e di ricerca ed ha durata almeno
biennale. L'opzione si esercita con le stesse modalita'
previste nel precedente art. 10.
I ricercatori universitari di cui al presente articolo,
a seconda che prestino servizio per un numero di ore
globalmente considerato uguale a quello previsto per il
corrispondente personale delle unita' sanitarie locali a
tempo pieno o a tempo definito, hanno diritto alla
rispettiva integrazione del trattamento economico secondo
quanto previsto nel precedente secondo comma.�.
- Il testo del comma 310 dell'art. 1, della legge
23 dicembre 2005, n. 266 (Disposizioni per la formazione
del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge
finanziaria 2006), e' il seguente:
�310. Al fine di razionalizzare l'utilizzazione delle
risorse per l'attuazione del programma di edilizia
sanitaria di cui all'art. 20 della legge 11 marzo 1988, n.
67, e successive modificazioni, gli accordi di programma
sottoscritti dalle regioni e dalle province autonome di
Trento e di Bolzano, ai sensi dell'art. 5-bis del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive
modificazioni, e dell'art. 2 della legge 23 dicembre 1996,
n. 662, decorsi diciotto mesi dalla sottoscrizione, si
intendono risolti, limitatamente alla parte relativa agli
interventi per i quali la relativa richiesta di ammissione
al finanziamento non risulti presentata al Ministero della
salute entro tale periodo temporale, con la conseguente
revoca dei corrispondenti impegni di spesa. La presente
disposizione si applica anche alla parte degli accordi di
programma relativa agli interventi per i quali la domanda
di ammissione al finanziamento risulti presentata, ma
valutata non ammissibile al finanziamento entro
ventiquattro mesi dalla sottoscrizione degli accordi
medesimi, nonche' alla parte degli accordi relativa agli
interventi ammessi al finanziamento per i quali, entro nove
mesi dalla relativa comunicazione alla regione o provincia
autonoma, gli enti attuatori non abbiano proceduto
all'aggiudicazione dei lavori, salvo proroga autorizzata
dal Ministero della salute. Per gli accordi aventi sviluppo
pluriennale, i termini di cui al presente comma si
intendono decorrenti dalla data di inizio dell'annualita'
di riferimento prevista dagli accordi medesimi per i
singoli interventi.�.
- Il testo degli articoli 17 e 15-quaterdecies del
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino
della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'art. 1
della legge 23 ottobre 1992, n. 421), e successive
modificazioni, e' il seguente:
�Art. 17 (Collegio di direzione). - 1. In ogni azienda
e' costituito il Collegio di direzione, di cui il direttore
generale si avvale per il governo delle attivita' cliniche,
la programmazione e valutazione delle attivita'
tecnico-sanitarie e di quelle ad alta integrazione
sanitaria. Il Collegio di direzione concorre alla
formulazione dei programmi di formazione, delle soluzioni
organizzative per l'attuazione della attivita'
libero-professionale intramuraria e alla valutazione dei
risultati conseguiti rispetto agli obiettivi clinici. Il
direttore generale si avvale del Collegio di direzione per
la elaborazione del programma di attivita' dell'azienda,
nonche' per l'organizzazione e lo sviluppo dei servizi,
anche in attuazione del modello dipartimentale e per
l'utilizzazione delle risorse umane.
2. La regione disciplina l'attivita' e la composizione
del Collegio di direzione, prevedendo la partecipazione del
direttore sanitario e amministrativo, di direttori di
distretto, di dipartimento e di presidio.
2-bis. Fino all'entrata in vigore della disciplina
regionale sull'attivita' e la composizione del Collegio di
direzione e del Comitato di dipartimento, i predetti organi
operano nella composizione e secondo le modalita' stabilite
da ciascuna azienda sanitaria, fermo restando per il
Collegio di direzione la presenza dei membri di diritto.�.
�Art. 15-quaterdecies (Osservatorio per l'attivita'
libero-professionale). - 1. Con decreto del Ministro della
sanita', da adottarsi entro il 10 ottobre 2000, d'intesa
con la conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,
le regioni e le province autonome, nel rispetto di quanto
disposto dall'art. 19-quater, e' organizzato presso il
Ministero della sanita' l'osservatorio per l'attivita'
libero professionale con il compito di acquisire per il
tramite delle regioni gli elementi di valutazione ed
elaborare, in collaborazione con le regioni, proposte per
la predisposizione della relazione da trasmettersi con
cadenza annuale al Parlamento su:
a) la riduzione delle liste di attesa in relazione
all'attivazione dell'attivita' libero professionale;
b) le disposizioni regionali, contrattuali e
aziendali di attuazione degli istituti normativi
concernenti l'attivita' libero professionale intramuraria;
c) lo stato di attivazione e realizzazione delle
strutture e degli spazi destinati all'attivita' libero
professionale intramuraria;
d) il rapporto fra attivita' istituzionale e
attivita' libero professionale;
e) l'ammontare dei proventi per attivita' libero
professionale, della partecipazione regionale, della quota
a favore dell'azienda;
f) le iniziative ed i correttivi necessari per
eliminare le disfunzioni ed assicurare il corretto
equilibrio fra attivita' istituzionale e libero
professionale.�.
- L'Accordo 8 agosto 2001 tra Governo, regioni e le
province autonome di Trento e Bolzano reca integrazioni e
modifiche agli accordi sanciti il 3 agosto 2000 e il
22 marzo 2001 in materia sanitaria.
- Il testo dell'art. 8 della legge 5 giugno 2003, n.
131 (Disposizioni per l'adeguamento dell'ordinamento della
Repubblica alla legge Costituzionale 18 ottobre 2001, n.
3), e' il seguente:
�Art. 8 (Attuazione dell'art. 120 della Costituzione
sul potere sostitutivo). - 1 Nei casi e per le finalita'
previsti dall'art. 120, secondo comma, della Costituzione,
il Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del
Ministro competente per materia, anche su iniziativa delle
regioni o degli enti locali, assegna all'ente interessato
un congruo termine per adottare i provvedimenti dovuti o
necessari; decorso inutilmente tale termine, il Consiglio
dei Ministri, sentito l'organo interessato, su proposta del
Ministro competente o del Presidente del Consiglio dei
Ministri, adotta i provvedimenti necessari, anche
normativi, ovvero nomina un apposito commissario. Alla
riunione del Consiglio dei Ministri partecipa il Presidente
della Giunta regionale della regione interessata al
provvedimento.
2. Qualora l'esercizio del potere sostitutivo si renda
necessario al fine di porre rimedio alla violazione della
normativa comunitaria, gli atti ed i provvedimenti di cui
al comma 1 sono adottati su proposta del Presidente del
Consiglio dei Ministri o del Ministro per le politiche
comunitarie e del Ministro competente per materia.
3. Fatte salve le competenze delle regioni a statuto
speciale, qualora l'esercizio dei poteri sostitutivi
riguardi comuni, province o citta' metropolitane, la nomina
del commissario deve tenere conto dei principi di
sussidiarieta' e di leale collaborazione. Il commissario
provvede, sentito il Consiglio delle autonomie locali
qualora tale organo sia stato istituito.
4. Nei casi di assoluta urgenza, qualora l'intervento
sostitutivo non sia procrastinabile senza mettere in
pericolo le finalita' tutelate dall'art. 120 della
Costituzione, il Consiglio dei Ministri, su proposta del
Ministro competente, anche su iniziativa delle regioni o
degli enti locali, adotta i provvedimenti necessari, che
sono immediatamente comunicati alla Conferenza
Stato-regioni o alla Conferenza Stato-citta' e autonomie
locali, allargata ai rappresentanti delle Comunita'
montane, che possono chiederne il riesame.
5. I provvedimenti sostitutivi devono essere
proporzionati alle finalita' perseguite.
6. Il Governo puo' promuovere la stipula di intese in
sede di Conferenza Stato-regioni o di Conferenza unificata,
dirette a favorire l'armonizzazione delle rispettive
legislazioni o il raggiungimento di posizioni unitarie o il
conseguimento di obiettivi comuni; in tale caso e' esclusa
l'applicazione dei commi 3 e 4 dell'art. 3 del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Nelle materie di cui
all'art. 117, terzo e quarto comma, della Costituzione non
possono essere adottati gli atti di indirizzo e di
coordinamento di cui all'art. 8 della legge 15 marzo 1997,
n. 59, e all'art. 4 del decreto legislativo 31 marzo 1998,
n. 112.
Art. 2.
(Norme in materia di dirigenti del Ministero della salute rientranti
nei profili professionali sanitari)
1. I dirigenti del Ministero della salute rientranti nei profili
professionali sanitari, individuati dall'articolo 2, comma 2, lettere
b) e c), del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 13
dicembre 1995 ed inquadrati dalle medesime lettere in attuazione
dell'articolo 18, comma 8, del decreto legislativo 30 dicembre 1992,
n. 502, e successive modificazioni, a decorrere dalla data di
istituzione del ruolo previsto dall'articolo 1 del regolamento di cui
al decreto del Presidente della Repubblica 23 aprile 2004, n. 108,
sono inquadrati nel predetto ruolo, in distinta sezione.
2. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o
maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Art. 3.
(Disposizioni in materia di applicazione dell'istituto del tempo
parziale alla dirigenza sanitaria)
1. In deroga all'articolo 39, comma 18-bis, della legge 27 dicembre
1997, n. 449, e` ammesso il ricorso all'istituto del lavoro a tempo
parziale per i dirigenti sanitari, esclusivamente nei casi in cui
risulti comprovata una particolare esigenza familiare o sociale e
fermo restando il rapporto di lavoro esclu- sivo, con sospensione,
fino al ripristino del rapporto a tempo pieno, dell'attivita`
liberoprofessionale intramuraria eventualmente in corso di
svolgimento.
2. L'azienda o ente competente del Servizio sanitario nazionale
ammette i dirigenti all'impegno ridotto in misura non superiore al 10
per cento, e comunque nei limiti previsti dai contratti collettivi
nazionali di lavoro vigenti, della dotazione organica complessiva
dell'area dirigenziale sanitaria di cui ai medesimi contratti,
incrementabile, in presenza di idonee situazioni organizzative o di
gravi e documentate situazioni familiari sopraggiunte dopo la
copertura della percentuale di base, fino ad ulteriori due punti
percentuali.
3. Le circostanze familiari o sociali per le quali e` consentito il
ricorso all'istituto del lavoro a tempo parziale sono stabilite dai
contratti collettivi nazionali di lavoro. Gli effetti sul trattamento
economico conseguenti al ricorso al lavoro a tempo parziale sono
definiti in base ai criteri stabiliti nella contrattazione
collettiva.
Art. 4.
(Differimento del termine per le prestazioni aggiuntive da parte
degli infermieri e dei tecnici sanitari di radiologia medica)
1. Al fine di consentire la continuita` del ricorso alle prestazioni
aggiuntive degli infermieri e dei tecnici sanitari di radiologia
medica, nel rispetto delle disposizioni recate in materia di
contenimento delle spese di personale degli enti del Servizio
sanitario nazionale dai provvedimenti di finanza pubblica, il termine
del 31 maggio 2007, previsto dall'articolo 1, comma 2, del
decreto-legge 28 dicembre 2006, n. 300, convertito, con
modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2007, n. 17, e` differito fino
alla definizione della disciplina di tali prestazioni aggiuntive
nell'ambito del contratto collettivo nazionale di comparto 2006-2009
e non oltre la data di entrata in vigore del contratto medesimo.
2. La definizione da parte del contratto collettivo nazionale di
comparto delle prestazioni aggiuntive di cui al comma 1 non deve
comportare effetti di maggiori oneri sul livello di finanziamento del
contratto collettivo nazionale di comparto medesimo, quantificato
secondo i criteri ed i parametri previsti per tutto il pubblico
impiego.
3. Sono fatti salvi i contratti per le prestazioni di cui al comma 1,
eventualmente posti in essere per il periodo dal 1° giugno 2007 alla
data di entrata in vigore della presente legge, purche´ compatibili
con il vincolo di cui al comma 1.
Art. 5.
(Entrata in vigore)
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello
della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.
Dato a Roma, addi' 3 agosto 2007
NAPOLITANO
Prodi, Presidente del Consiglio dei
Ministri
Turco, Ministro della salute
Visto, il Guardasigilli: Mastella
LAVORI PREPARATORI
Senato della Repubblica (atto n. 1598):
Presentato dal Ministro della salute (Turco) il 24
maggio 2007.
Assegnato alla 12^ commissione (Igiene e Sanita), in
sede referente, il 1° giugno 2007 con pareri delle
commissioni 1^, 2^, 5^, 7^, 8^, 10^ e della commissione per
le questioni regionali.
Esaminato dalla 12^ commissione, in sede referente, il
20, 26 giugno 2007; il 3, 4, 5, 10, 11, 12, 13 luglio 2007.
Assegnato nuovamente alla 12^ commissione (Igiene e
Sanita), in sede deliberante, il 17 luglio 2007 con pareri
delle commissioni 1^, 2^, 5^, 7^, 8^, 10^ e della
commissione per le questioni regionali.
Esaminato dalla 12^ commissione, in sede deliberante,
il 17 luglio 2007 ed approvato il 19 luglio 2007.
Camera dei deputati (atto n. 2937):
Assegnato alla XII commissione (Affari sociali), in
sede referente, il 24 luglio 2007 con parere delle
commissioni I, II, V, VII, XI e della commissione per le
questioni regionali.
Esaminato dalla XII commissione, in sede referente, il
24, 25, 26, 27, 31 luglio 2007.
Esaminato in aula ed approvato il 2 agosto 2007.