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Direzione Centrale
 Prestazioni Temporanee
Coord. Gen. Sanitario
 Prestazioni Temporanee
Direzione Centrale
 Risorse Umane
Circolare n. 7
Ai Dirigenti centrali e periferici
Ai Coordinatori generali, centrali
   e periferici dei Rami professionali
Ai Primari Coordinatori generali e
   Primari Medico legali
Ai Direttori dei Centri operativi
   e, per conoscenza,
Al Presidente
Ai Consiglieri di Amministrazione
Ai Presidenti dei Comitati regionali
Ai Presidenti dei Comitati provinciali
Attivita' di controllo sanitario attraverso le liste
speciali dei medici.
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 Prestazioni Temporanee
Coord. Gen. Sanitario
 Prestazioni Temporanee
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 Risorse Umane
Roma, 5 gennaio 1995      Ai Dirigenti centrali e periferici
Circolare n. 7            Ai Coordinatori generali, centrali
                             e periferici dei Rami professionali
                          Ai Primari Coordinatori generali e
                             Primari Medico legali
                          Ai Direttori dei Centri operativi
                             e, per conoscenza,
                          Al Presidente
                          Ai Consiglieri di Amministrazione
                          Ai Presidenti dei Comitati regionali
                          Ai Presidenti dei Comitati provinciali
Oggetto: Attivita' di controllo sanitario attraverso le liste
         speciali dei medici.
     Nel   quadro   delle   iniziative    assunte    per    il    miglioramento
qualitativo   dei   processi   e   dei   servizi   nell'area   sanitaria  delle
prestazioni    temporanee    e'    emersa    la    necessita'     -anche     su
indicazione    dei    Primari    delle    Sedi-   di   univoci   indirizzi   in
merito    all'attivita'    nel    settore    "malattia",    con     particolare
riferimento    alle    visite    mediche    di   controllo   (VMC)   sanitario,
individuato   dalla   costante    giurisprudenza    quale    mezzo    per    il
contenimento del fenomeno dell'assenteismo.
1) - Controlli da eseguire
     Come    e'    noto,    secondo    quanto    gia'   stabilito   nell'ambito
dell'accordo   decentrato   di   Ente   1994,   un   rapporto   corretto    tra
numero    di   certificati   esaminati   e   numero   di   controlli   eseguiti
(compresi  quelli   richiesti   dai   datori   di   lavoro)   deve   attestarsi
intorno   al   20%.   Tale   indice   (che   ovviamente   non  costituisce  uno
standard   giornaliero,   ma   riferito    ad    un    piu'    ampio    periodo
-indicativamente    un    mese)    dovra'    pertanto    essere   ritenuto   da
parte   delle   Sedi   quale    parametro    valido,    tenendo    naturalmente
conto   di   situazioni   locali   o   contingenti,   sia   riferite   a  fatti
sanitari  (es.  epidemie,   incrementi   di   morbilita'   dovuti   a   normali
fattori    stagionali)   sia   ad   aspetti   generali   (aree   a   "rischio":
es.    settori    a    pagamento    diretto)    che    possono     o     devono
giustificare     scostamenti,     di    massima    temporanei,    dai    valori
percentuali indicati.
     Tali   scostamenti   sono,   in   sostanza,   da   prevedere  per  evitare
comportamenti   che   possano   essere   giudicati,   con   ricadute   negative
sull'immagine    dell'Istituto,    di    inutile   fiscalita'   o,   viceversa,
di eccessiva permissivita'.
     Qualora      la      consistenza      della     lista     non     consenta
l'effettuazione   di   visite    di    controllo    in    numero    sufficiente
rispetto   agli   standard   prefissati   e'   ammesso,   in   via  eccezionale
e  del  tutto  temporanea,  e   nelle   more   dell'adeguamento   delle   liste
suddette    o    della    diversa    regolamentazione    del    servizio,    di
elevare  a  6  il  numero  massimo  di   visite   giornaliere   eseguibili   da
ciascun medico, 3 per ogni fascia di reperibilita'.
     Resta   comunque   fermo   che   le   visite   di   controllo    richieste
dalle    aziende    dovranno    essere    sempre   effettuate.   In   caso   di
assoluta   indisponibilita'   dei   medici   di   lista,   per   rispettare   i
termini    temporali    stabiliti    dalla    legge   638/1983,   si   dovranno
utilizzare  i   medici   dipendenti   della   Sede   indicati   dal   Primario,
per    evitare   che   la   mancata   esecuzione   delle   richieste   di   cui
trattasi    -    da    eseguire    comunque,    nell'ambito     dei     compiti
d'ufficio,    -    esponga   l'Istituto   a   responsabilita'   per   omissione
di atti dovuti.
     Ai      medici     dipendenti     verranno     rimborsate     le     spese
chilometriche   secondo   la   normativa   vigente   e,   nel   caso   in   cui
l'attivita'   di   controllo   venga   espletata   al   di   fuori  dell'orario
ordinario  di  lavoro,   saranno   erogati   i   compensi   previsti   per   lo
svolgimento dell'attivita' straordinaria.
     Si  ritiene  inoltre  di  dover  chiarire  che,  nei  casi   in   cui   il
medico   di   sede,   iscritto   nella  lista  speciale  e  inserito  nella  2
fascia   della   medesima   (v.   circ.   n.   2747.O..../122   del   9.5.1993,
parte   3 ,   n.   4),   sia   utilizzato  per  i  controlli  di  malattia,  in
carenza    di    medici    della    prima    fascia,    il    medesimo    venga
compensato   secondo   la   tariffa   prevista   dal   D.M.   in   vigore:   si
richiamano    espressamente    sull'argomento    le    istruzioni     impartite
con   circolare   n.   158   del   14.7.1990,  terz'ultimo  cpv.,  a  proposito
del   "rispetto   prioritario   delle   esigenze   di    servizio    e    della
piena    funzionalita'    del    settore        oltre    che   dell'orario   di
lavoro", nonche' della restituzione dell'eventuale debito orario.
     In   presenza   di   temporanee   carenze   di  medici  si  suggerisce  al
Gabinetto   diagnostico   di    evidenziare    separatamente    i    nominativi
dei   lavoratori   per   i   quali   l'esigenza   del  controllo  si  manifesta
maggiormente.   Si   sottolinea   che   "l'esigenza"   suddetta   non    dovra'
essere     riportata     sul     certificato     di     malattia     per    non
pregiudicarne la lettura ottica.
2) - Criteri di determinazione delle V.M.C.
     Circa   i   criteri   di    individuazione    dei    singoli    casi    da
sottoporre    a    controllo,    premesso    che    i    periodi   di   congrua
convalescenza   successiva   a    ricoveri    ospedalieri    di    una    certa
rilevanza,     presupponendo    una    incapacita'    spesso    oggettiva    ed
indipendente   dall'attivita'   lavorativa    specifica,    in    genere    non
abbisognano    di    approfondimenti   medico-legali   tali   da   giustificare
richieste   di   visite   di    controllo    d'ufficio,    si    indicano    le
situazioni   che,   di   massima,   andrebbero   tenute   sotto   piu'  attenta
osservazione:       in       particolare,       a       titolo       ovviamente
esemplificativo,     le    prognosi    troppo    lunghe    o    troppo    brevi
rispetto   all'infermita'   denunciata;    diagnosi    basate    su    elementi
"soggettivi"     non     facilmente     obbiettivabili;    altre    particolari
situazioni    "a    rischio",    anche    di    carattere    non     sanitario,
individuali    o    collettive    (es.:    ferie,    cessazione   rapporto   di
lavoro), direttamente valutabili a livello di Sede.
     Con   riferimento   alle   prognosi   "troppo   brevi"   o  comunque  alla
certificazione   pervenuta   o   esaminata   in   prossimita'   od   oltre   la
scadenza     della     prognosi,     la     circostanza    non    esclude    la
possibilita'  -specie   in   casi   di   ripetute   certificazioni   di   breve
durata    nell'ambito    di   unico   episodio   morboso-   di   disporre   una
visita   di   controllo,   nella   presunzione   che   possa    successivamente
essere notificata ulteriore continuazione di malattia.
     In   tale   evenienza   sara'   opportuna   la   sistematica    preventiva
richiesta    di    conferma    presso    il   datore   di   lavoro   circa   il
perdurare   dell'assenza.   Nel   caso   di   impossibilita'   di    tempestivi
contatti    con    l'azienda,    si   potra'   comunque   procedere   all'invio
della visita di controllo, se il caso lo richiede.
     Nelle   ipotesi   suddette,   come   e'   ovvio,   non  sara'  completata,
in   sede   di   preintestazione   del   referto   di   controllo,   la   voce,
esistente    sul    modulo,    relativa    alla    scadenza    della   prognosi
indicata  dal  curante.   Il   caso   dovra'   peraltro   essere   oggetto   di
specifica    illustrazione    da   parte   del   responsabile   del   gabinetto
diagnostico nei confronti del medico di lista incaricato.
     Analoghe    iniziative   di   illustrazione   dei   casi   da   sottoporre
a   controllo    saranno,    anzi,    da    sviluppare    anche    per    altre
situazioni, secondo valutazioni del Primario responsabile.
     Al   di   fuori   di   illustrazioni   individuali,    saranno    comunque
periodicamente    convocate    riunioni    con    i   medici   di   lista   per
ulteriori    chiarimenti    ed     approfondimenti     medico     legali     ed
operativi.
3) - Efficacia dei controlli
     E'    evidente    che    nella    disposizione    dei   controlli   vadano
perseguiti   quei    criteri    di    efficacia    che    devono    finalizzare
l'azione di qualsiasi amministrazione, pubblica o privata.
     Pertanto,    pur    senza    perseguire,    come    detto,una    eccessiva
fiscalita',    i    medici   delle   liste   dovranno   essere   sensibilizzati
opportunamente,     ricordando     che     il     Decreto     interministeriale
15.7.1986,   lungi   dall'abilitare   i   medici   di   controllo   alla   sola
"conferma"   della   prognosi,   prevede   esplicitamente,   all'art.   6,   la
possibilita'     di    assegnare    prognosi,    comprendendo    quindi,    con
cio',   la   loro   riducibilita'   (eventuali    pronunce    difformi    della
giurisprudenza   non   sono   da   ritenersi   prevalenti:   in  ogni  caso  si
ribadisce  quanto   a   suo   tempo   precisato   circa   la   necessita'   che
eventuali    mutamenti    di    indirizzo    facciano    seguito    a   precise
disposizioni di questa Direzione Generale).
     Con    riferimento   al   riacquisto   della   capacita'   lavorativa   si
precisa   pure    che,    di    norma,    verificata    la    guarigione,    il
lavoratore   deve   essere   "avviato   al   lavoro"   il   giorno  successivo,
ancorche'   la   prognosi   del   curante   risulti   in   tal   modo   ridotta
anche   di   un   solo  giorno  e  pure  se  l'avviamento  al  lavoro  cada  in
una  giornata  non  lavorativa  (come  e'  noto   per   talune   categorie   di
lavoratori   i   giorni   festivi   sono   indennizzabili   e  per  determinate
lavorazioni sono praticati "turni", anche festivi).
     Si   precisa   inoltre   che   e'   possibile   da  parte  del  medico  di
controllo   esprimere   un   giudizio   di   "inesistenza"   della    patologia
denunciata   ovvero   di   "compatibilita'"   della   stessa   con   il  lavoro
specifico;  cio'  specialmente  quando  la   verifica   fa   seguito   ad   una
precedente    visita    di    controllo   conclusa   con   un   avviamento   al
lavoro   disatteso    dal    lavoratore.    Ovviamente    il    ricorso    alle
suddette    formule   deve   ritenersi   eccezionale,   considerate   le   loro
delicate   implicazioni;   in   tal   caso   sara'   opportunamente   adattata,
a cura del medico, la dicitura esistente sul modulo di referto.
     Qualora   nonostante    gli    interventi    suddetti,    continuino    ad
essere    riscontrati,    a   livello   di   qualche   medico   di   controllo,
atteggiamenti    di    acritico,    costante    avallo     dell'operato     dei
medici   di   base,   non   giustificati   cioe'   da   obbiettivi   riscontri,
alla  oggettiva  inutilita'  per   l'Istituto   di   una   simile   azione   di
verifica    non    potra'   non   corrispondere   una   conseguente   oggettiva
impossibilita'   per   l'Istituto   stesso    di    giustificare    l'ulteriore
prosecuzione dell'utilizzo dell'opera dei sanitari in questione.
     Comunque     in     tale     ipotesi     la     linearita'     dell'azione
amministrativa    impone    che    la    conclusione    che    precede   faccia
seguito     ad     una     valutazione     della     complessiva      attivita'
dell'interessato    ed    a   precise,   precedenti   personali   contestazioni
e indicazioni operate dalla Sede.
     Con    l'occasione    si    fa    presente    che   non   appare   neppure
necessario   mantenere   nelle   liste   speciali   sanitari   che    risultino
solo    saltuariamente    disponibili    o    reperibili    per   eseguire   le
visite  di  controllo:  al  "rifiuto"   previsto   dall'art.   9   del   citato
decreto     puo'     infatti     considerarsi     equiparata    la    ripetuta,
constatata  impossibilita'  di   assegnare   al   medico   i   controlli,   con
la    conseguenza    che,    operata    la   prevista   formale   diffida,   il
medico   potra'   essere   cancellato   dalla    lista    ove    persista    il
predetto inadempimento.
     Si    ricorda    che    sui    sopra    indicati    provvedimenti    sara'
opportuno   acquisire   il   parere   della   Commissione   di   coordinamento,
istituita    in    ciascuna    provincia     per     la     soluzione     delle
problematiche    della    formazione    e   gestione   delle   liste,   -parere
peraltro  non   vincolante,   in   quanto   nemmeno   previsto   dalle   norme-
opportunamente motivando l'eventuale dissenso.
     Per     un     monitoraggio     dell'efficacia      dell'attivita'      di
controllo    (indici   di   avviamento   al   lavoro,   di   riduzione   o   di
conferma   prognosi,   ecc.)   da   parte   dei   singoli   sanitari   e'    di
ausilio    il   raggruppamento   per   medico   di   copia   del   referto   di
controllo  (v.  circ.  n.  2747  O.  ...../122  del  9.5.87,   parte   I   par.
4).   La   conservazione   dei   fascicoli   cosi'   costituiti   va   limitata
al   periodo   di   incarico.   La   documentazione   ivi    inserita    potra'
comunque      essere      eliminata      annualmente,     previe     sintetiche
annotazioni   del    gabinetto    diagnostico    circa    l'attivita'    svolta
dal   medico   e   fatti   salvi   i   precedenti   significativi  che  abbiano
comportato eventuali giudizi critici.
4) - Modulistica
     Sul   modulo   di   referto   di   controllo   dovranno,   se   possibile,
essere    indicati    da    parte    della    Sede    il    n.    di   telefono
dell'interessato     rilevato     dal     certificato     e,      nell'apposito
spazio,      la   diagnosi   del   curante.   In   fase   di   revisione  della
procedura   automatizzata    sara'    prevista    l'intestazione    anche    di
tali   dati.   A   cura  del  medico  di  controllo  sara'  invece  apposto  il
numero   nosologico   della    infermita'    riscontrata:    a    tale    scopo
ovviamente    dovra'    essere    fornita    ai    medici    delle   liste   la
codificazione da utilizzare.
     Con   l'occasione   si   ribadisce   che   la   codificazione   nosologica
sul   certificato   medico   di   malattia,    costituisce    adempimento    di
competenza primaria del medico di base.
     Tuttavia,  rilevata   la   necessita'   di   un   "data   base"   completo
anche   in   senso   diagnostico   al  fine  di  operare  al  meglio  in  campo
previdenziale,    si    conferma    che    in    assenza     della     predetta
codificazione   da   parte   dei   medici   "di   famiglia"  -che  comunque  si
auspica     superabile     attraverso      opportuni      interventi      nelle
specifiche    sedi   sia   centrali   che   periferiche   (queste   ultime   da
effettuare  a  cura   delle   Sedi   Regionali)-   l'apposizione   del   numero
nosologico    deve    essere    operata   dal   medico   INPS   sulla   casella
appositamente prevista.
5) - Visite ambulatoriali di controllo
     L'assicurato    che    non    accetti    l'esito    della    visita     di
controllo    deve    essere    contestualmente    invitato    dal   medico   di
lista    -che    lo    annotera'    esplicitamente     sul     referto,     con
controfirma    dell'interessato-    a    visita    ambulatoriale    presso   il
G.D. dell'INPS per il primo giorno utile successivo.
     A   tal   fine   il   Primario   responsabile  della  Sede  e'  incaricato
di   impartire   opportune   istruzioni,    a    seconda    della    situazione
locale,    perche'    la    consegna   dei   referti   avvenga   in   tempi   e
localita'  utili  per   la   disponibilita'   del   materiale   o   sua   copia
(es. fax) al momento della visita ambulatoriale di controllo.
     Considerato   che    il    vigente    decreto    interministeriale,    pur
attribuendo      la      decisione      definitiva      delle      controversie
medico-legali    al    "coordinatore    sanitario",     della     Sede,     non
impedisce    deleghe   allo   scopo,   per   consentire,   se   necessario   in
relazione   a   situazioni   particolari,   l'adempimento   di   tali   compiti
ad    altri    medici    dell'Istituto,   e'   necessario   che   il   Primario
medico   legale   della   SAP   rilasci   formale   delega,   anche   generale,
ad    uno    o    piu'    medici   da   lui   designati,   curando   ovviamente
l'omogeneita' degli indirizzi.
     Sull'argomento    si    sottolinea    che    l'eventuale    conferma    in
tale  sede  del  giudizio  prognostico,   gia'   rilasciato   dal   medico   di
controllo,   non   da'   titolo   alla   indennita'   economica   di   malattia
per  i  giorni  eccedenti   la   data   di   cessazione   dell'incapacita'   al
lavoro riconosciuta dal medico di lista.
6) - Reperimento assicurato
     Frequentemente      le     visite     di     controllo     non     vengono
materialmente effettuate per irreperibilita' dell'assicurato.
     E'    noto    come    la    giurisprudenza    riconosca    in    capo   al
lavoratore    l'onere    di    cooperare    fattivamente     per     consentire
l'effettuazione delle visite di controllo.
     Va    quindi    nuovamente    sottolineato    agli     assicurati,     con
efficaci   mezzi   di   comunicazione,   che   deve   essere   loro   cura  -ad
evitare   che   l'irreperibilita'   si   traduca   in   non   indennizzabilita'
della   malattia-   fornire   tutti   gli   elementi  utili  in  relazione  sia
alla  caratteristica  dei   luoghi   (es.:   complessi   edilizi   formati   da
molteplici    scale    e/o   palazzi;   "frazioni"   o   "localita'"   sfornite
di  indicazione  di  vie  e  n   civico;  ecc.)  o   alle   indicazioni   sulle
abitazioni     (es.:    mancanza    del    nominativo    sul    campanello    o
esistenza  di  nominativo   diverso),   non   potendo   in   tali   circostanze
essere    ritenuta    sufficiente    una   indicazione   generica,   anche   se
corrispondente alle risultanze anagrafiche.
     Si   ribadisce   peraltro   a   tale   proposito   che,  pur  non  essendo
richieste  al   medico   di   controllo   indagini   di   particolare   impegno
nell'individuazione    dell'abitazione    degli    assicurati,    e'   tuttavia
necessario  che  in  tali  situazioni   adoperino   quanto   meno   la   comune
diligenza,   cioe'   quella   cosiddetta   "del   buon   padre   di  famiglia",
effettuando   le   dovute   ricerche,   di   cui    sara'    presa    sintetica
annotazione     sul     modulo     di    referto,    per    eventuali    future
contestazioni.
7) - Omogeneizzazione dei criteri giustificativi delle assenze a
     visita di controllo
     Le    Sedi    Regionali    sono    invitate   a   coordinare   l'attivita'
della  SAP  anche  sul  particolare   aspetto   in   epigrafe   in   modo   che
gli indirizzi applicativi siano per quanto possibile uniformi.
     Dal     canto     suo     questa     Direzione      Generale      fornira'
periodicamente     informative     sui    criteri    seguiti    dal    Comitato
Amministratore  in  sede   di   decisioni   sulle   sospensive   ex   art.   46
legge 88/89.
     Considerato      poi      che      frequentemente      le      motivazioni
giustificative    delle    assenze    addotte    dai   lavoratori   coinvolgono
aspetti  di  ordine  sanitario,   appare   necessaria   la   presenza   di   un
medico    della    Sede    in    occasione    di    sedute    delle    speciali
commissioni   del   Comitato   Provinciale,    allorche'    vengano    trattati
ricorsi aventi contenuti sanitari.
8) - Rilevazioni ai fini di controllo
     Per    consentire    una    idonea    azione   di   coordinamento   e   di
verifica   gestionale   nel   settore,   tutti   i   dati   utili    al    fine
oggetto   delle   presenti   istruzioni   sono   assemblati  in  un  unico  (v.
msg.   n.   28740   del   30.3.94)   prodotto   da   cui   e'    immediatamente
rilevabile la situazione mensile relativa a:
-numero complessivo dei certificati pervenuti (rilevazione gia'
 eseguita)
-numero dei controlli domiciliari eseguiti (rilevazione gia'
 eseguita)
-percentuali del numero delle visite eseguite su quelle dei
 certificati pervenuti (calcolo fornito dal prodotto)
-esito  (riduzioni,  conferme   di   prognosi,   assenze)   delle   visite   di
controllo domiciliari (rilevazione gia' eseguita)
-esito   (conferma   prognosi   o   riduzione   prognosi)   delle   visite   di
controllo    ambulatoriali   presso   le   USL   a   seguito   di   assenza   a
visita domiciliare (nuova rilevazione).
     L'indicazione,    secondo    le   istruzioni   fornite   con   il   citato
msg.  dei  dati  di  cui  all'ultimo  alinea   deve   avvenire   attraverso   i
referti    acquisiti    dalle    USL,   di   cui   occorrera'   assicurare   la
sistematica rilevazione.
     L'argomento    induce    a    rilevare    come    sia   riscontrabile   da
parte   delle   USL   -almeno    per    cio'    che    concerne    le    visite
ambulatoriali   che   facciano   seguito   ad   una   assenza   del  lavoratore
alle    visite    domiciliari    eseguite    dall'Istituto     attraverso     i
medici    delle    liste-    una    pressoche'    costante    conferma    della
prognosi  del   curante.   Tanto   premesso   e'   opportuno   che   da   parte
delle   Sedi   Regionali   vengano   operati   i   dovuti   interventi   con  i
competenti   assessorati   regionali    per    una    responsabile    attivita'
nel settore.
     Le   Sedi   Regionali   sono   invitate   a   vigilare   per    la    piu'
propria      realizzazione     delle     finalita'     che     si     intendono
perseguire,   fornendo   alle   SAP   le   opportune   indicazioni    per    il
raggiungimento della auspicabile uniformita' di azione.
                                  IL DIRETTORE GENERALE
                                        TRIZZINO