Incentivi al reimpiego del personale dirigente: osservazioni



Porgo all’attenzione del responsabile di una rivista prestigiosa e di grande utilità d’informazione giuridica (LaPrevidenza.it), l’osservazione in appresso delineata in merito agli incentivi di reimpiego per gli over cinquantenni e con la qualifica di dirigenti.

Una politica ad avviso di chi scrive che marcia al contrario in termini di occupazione per la pluralità di lavoratori under 50 e con mansioni non dirigenziali, certamente quest’ultimi titolari di esigenze incomprimibili di occupazione.

Italia Lavoro S.p.A., in qualità di organismo di assistenza tecnica del Ministero del Lavoro e delle Politiche

Sociali, è soggetto attuatore dell’intervento denominato Azione di sistema Welfare to Work per le politiche di reimpiego, promosso, approvato e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

L’intervento di che trattasi è esercitato nell’ambito dei Programmi Operativi Nazionali “Azioni di Sistema”, Obiettivo Competitività regionale e occupazione, e “Governance e Azioni di Sistema”, Obiettivo Convergenza – con Decreti Direttoriali prot. n. 14/25391 e prot. n. 14/25393 del 04/12/2009, sulla base di approvazione del piano finanziario e dei piani di attività relativi al Programma già approvato, senza impegno di spesa, con D.D. 14/17458 del 30/12/2008.

Tale quadro sembra riguardare il reinserimento lavorativo di lavoratori espulsi o a rischio di espulsione dal sistema produttivo a seguito di crisi aziendali e/o occupazionali;

Per quanto sopra, in prima battuta si evidenzia con chiarezza che il miglioramento dei servizi di reimpiego è rivolto ad inoccupati di lunga durata e a disoccupati di lunga durata, con priorità per i giovani, le donne e gli over 50enni.

Chi legge una notizia di tale fattispecie certamente non può che approvare questa azione espressione costruttiva di una politica attiva del lavoro .

Infatti l’azione è rivolta AI DATORI DI LAVORO PER LA RICHIESTA DI CONTRIBUTI FINALIZZATI ove sono previste, nello specifico, le seguenti tipologie di contributi:

a) bonus assunzionale a fronte di una assunzione con contratto di lavoro a tempo indeterminato;


b) bonus assunzionale a fronte di una assunzione con contratto di lavoro a tempo determinato per almeno


24 mesi;


c) bonus assunzionale a fronte di una assunzione con contratto di lavoro a tempo determinato o di


collaborazione a progetto per almeno 12 mesi.


Premesso ciò, chi si sottoscrive, osserva che tale nobile obiettivo è finalizzato ad accrescere le opportunità di ricollocazione di soli ex dirigenti di età superiore ai 50 anni, disoccupati ai sensi della normativa vigente.

La morale è che i giovani “giovani”posti apparentemente in priorità nell’ambito dell’azione di sistema, siano proprio esclusi , posto che la concessione dei contributi per i datori di lavoro è legata all’assunzione di soggetti esclusivamente con la qualifica di ex dirigenti ed over 50 i quali


• al momento della assunzione abbiano compiuto per l’appunto i 50 anni di età e risultino disoccupati ai sensi della normativa vigente.


Il contributo all’inserimento è fissato in:


a) € 10.000 per ogni ex dirigente over 50 in stato di disoccupazione assunto con contratto a tempo indeterminato o determinato di almeno 24 mesi, che saranno erogati al netto delle eventuali ritenute previste dalla legge (4% di trattenute alla fonte ex D.P.R. 600/73);


b) € 5.000 per ogni ex dirigente over 50 in stato di disoccupazione assunto con contratto a tempo determinato di almeno 12 mesi, che saranno erogati al netto delle eventuali ritenute previste dalla legge (4% di trattenute alla fonte ex D.P.R. 600/73);


c) € 5.000 per ogni ex dirigente over 50 in stato di disoccupazione assunto con contratto di collaborazione a progetto di almeno 12 mesi, che saranno erogati al netto delle eventuali ritenute previste dalla legge. Il contributo in questione potrà essere concesso solo nel caso di un contratto di collaborazione a progetto che preveda un compenso di importo minimo annuo lordo pari ad € 42.000,00 (Euro quarantaduemila/00).


I suddetti contributi sono cumulabili con gli eventuali sgravi contributivi previsti dalla normativa nazionale e/o regionale.


Francamente tale quadro non costituisce un apporto positivo e di speranza per i giovani realmente giovani peraltro in possesso di qualifiche diverse da quella esclusiva dal programma che invero determinerebbe una sostanziale discriminazione non solo per i lavoratori appartenenti a diverse fasce d’età ma anche per tutti coloro che sfortunatamente si trovano in over 50 ma con mansioni inferiori e quindi diverse dalla qualifica di dirigente.


Carlo Teri. Catania.


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