venerdì, 03 dicembre 2021

Inerzia e contrasti

L'inerzia del pensiero critico

 

Durante la Guerra fredda in Europa vi erano migliaia di armi nucleari tattiche, centinaia di migliaia di sostanze chimiche, i due blocchi si contrapponevano con 94 divisioni, 30.000 carri armati e altrettanti mezzi blindati per il trasporto delle truppe del Patto di Varsavia, schierati nella Germania Est, e 9.000 carri armati, 17.000 mezzi blindati per il trasporto truppe della NATO (SHEEHAN).

Nonostante un tale potenziale distruttivo e i vari incidenti che portarono sull'orlo del conflitto, la vita continuava come se il pericolo fosse inesistente, poche minoranze consideravano e affrontavano il problema, si preferiva non pensarci, sperando nel futuro, un chiaro comportamento di autodifesa della psiche, anzi si accentuavano gli aspetti edonistici.

Lo stesso comportamento riscontrato si ritrova sui pericoli di un eventuale "spillover" (QUAMMEN), come sull'allarme derivante dai pericoli sullo sfruttamento sconsiderato della natura quando, come in Italia, vengono distrutti ogni giorno 16 ettari di suolo, per non parlare della frammentazione e degrado di tre quarti degli oceani terrestri e due terzi degli oceani (MAGAZINE, n. 54/2021 del WWF).

Si cercano soluzioni che permettano di continuare i comportamenti acquisiti, non volendo vedere le possibili conseguenze ultime, seguendo un flusso di pensiero e di condotta che, protetto dai forti interessi in campo, prosegue inerziale nel tempo.

Ogni scoperta e condotta umana è di per sé un Giano bifronte che nel presentare benefici ha dei costi sia fisici che psichici, vi è quindi una difficoltà nel valutare l'azione umana a cui si sovrappone pigrizia e disinteresse.

Solo le crisi evidenziano i pericoli e costringono ai ripensamenti, ma una volta instaurata una condotta e acquisito un comportamento prevale l'inerzia del moto, la semplicità del ripetere o la curiosità del nuovo, venendo ad essere difficoltosa la riflessione anche in presenza della necessità della sopravvivenza.

Contrasti



L'attuale pandemia ha tra le altre cose evidenziato una serie di comportamenti contraddittori, frutto di tensioni e interessi interni alla nostra società.

Come la difficoltà di conciliare libertà personali ed economiche con la sicurezza, i conflitti tra aree nazionali diverse e tra Stati anche dell'UE.  Si sono manifestate tensioni e mancata capacità collaborativa anche tra il centro e gli enti locali, basti pensare alle polemiche sulle chiusure e le varie affidabilità nella trasmissione dei dati, ma anche nelle procedure adottate e nei comportamenti sulle tassazioni, in cui al rinvio delle cartelle esattoriali per l'ufficio delle Entrate dello Stato ha corrisposto una rincorsa opposta per le imposte comunali.

Persino nella regolamentazione dei movimenti vi è stato un conflitto tra spostamenti interni e viaggi all'estero, con gestioni differenti dello stesso pericolo pandemico.

Le difficoltà per l'UE di una coesione sufficiente si erano già mostrate alla caduta del muro di Berlino, quando nella ridefinizione di una politica estera non più irrigidita dai due blocchi contrapposti, non si era riusciti ad organizzare una difesa comune, dando una nuova vitalità alla NATO.

Una serie di riunioni da Londra, nel luglio 1990, in poi non sono riuscite a definire una valida politica estera, né a creare istituzioni legittimate e capaci di gestire le varie politiche nei momenti di crisi, riducendo la cittadinanza europea a "una questione di diritti e privilegi, non di obblighi e di impegni" (245, J.J. FHEEHAN).

Come in alcuni stati europei, quali Spagna, Gran Bretagna o Belgio, anche in Italia vi sono tensioni regionali frutto delle differenziazioni culturali e delle modalità con cui è avvenuta l'unità nazionale nell'800, in particolare nel mai risolto problema dei rapporti tra un Nord centro europeo e un Sud mediterraneo, inserito tra Africa, Asia ed Europa.
(Prof. Sergio Benedetto Sabetta)

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BIBLIOGRAFIA


A. Caruso, Garibaldi, corruzione e tradimento. Così crollò il Regno delle Due  Sicilie, Neri Pozza editore, 2020;

E. Luttwak, Strategia. La logica della guerra e della pace, Rizzoli 2001;

D. Quammen, Spillover, Adelphi editore 2012;

J.J. Sheehan, L'età post-eroica. Guerra e pace nell'Europa contemporanea,  editori Laterza 2009.

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Profilo autore

(Sergio Benedetto Sabetta)

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LaPrevidenza.it, 17/04/2021

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